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Storia della Svizzera : per le scuole secondarie / Patrizio Tosetti : testo adottato dal Lod. Dipartimento della pubblica educazione del cantone Ticino
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ISTITUZIONI, USI E COSTUMI NEL MUOIO EVO.

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godeva di un'influenza e di unpotere considerevoli, perchè i reed i princiipi, così come il popo-lo, obbedivano a lei. Chi osavaresisterle apertamente e mettersiin lotta con essa, veniva scomu-nicato, e diventava, per questofatto, un essere maledetto, daculi tutti, anche la moglie ed ifigli, ai tenevano lontani : privodi ogni appoggio, egli era Infinecostretto a sottometterai.

E la Chiesa ai era arricchita,aia per le decime che le pagava-no i fedeli, aia per le donazioniconsiderevoli ohsssa riceveva. Ivescovi e gli abati, d superioridelle abbazie, erano dei veri epropri signori, che avevano vastidomini, vassalli e servi in grannumero. .Sii calcola che nellaSvizzera esistessero, nel secolo XIII, circa 300conventi. Il più importante era lAbbazia di San Gallo 1 .

Il medio evo è lepoca della costruzionedella maggior parte delle grandi cattedrali,non solamente della Svizzera , ma di tutta lEu­ ropa occidentale : una fede religiosa intensa in-duceva le popolazioni a fare grossi donativiper innalzare questi magnifici edifizi.

E fu sempre questa fede ohe spinse allorai popoli ad intraprendere quelle grandi spedi-zioni militari che ai chiamarono crociale a ), eche ebbero lo scopo di liberare Gerusalemme e la Palestina dalla dominazione dei Turchi.Con questo proposito, una gran, moltitudine dicristiani di tutti i paesi partì per compiere laimpresa. Fra i crociati si trovavano anche mol-tissimi signori e popolani della Svizzera . Que-ste spedizioni furono in sulle prime vittoriose,ed i cristiani simpadronirono, nel 1099, diGerusalemme ; ma, più tardi, subirono delledisfatte, e tutta la Palestina ricadde per sem-pre nelle mani dei Turchi.

3. LAbbazia di San Gallo . LAbbazia d;San Gallo deve la propria origine al modestoeremitaggio che il missionario irlandese Gallofondò in mezzo alle foraste verso lanno 614.

1) Le crociate debbono il loro nome allabitudine ohe avevanocoloro che prendevano parte ad esse di cucirsi sopra le vesti unacroce.

Essa si sviluppò in grazia dell attività e dellavoro dei monaci, delle donazioni che rice-vette da re e da signori, e divenne, nel IX enel X secolo, il più celebre monastero dellaSvizzera . Nel 926, anc.hessa ebbe a soffrire perlmvasioine delle bande selvagge degli Un-gheri, che distruggevano tutto quanto trova-vano su,l loro passaggio ; ma i monaci, avver-titi dell'avvicinarsi di questi barbari, poteronofortunatamente trovare a tempo un rifugio.

Il numero ordinario dei monaci dellAb-bazia oltrepassava il centinaio ; ed abitavano inessa anche molti domestici, operai e pensionar!;sicché linsieme degli edifizi necessari per al-loggiare tutta questa gente, formava una pic-cola città. La chiesa ed i fabbricati riservati aimonaci ne occupavano il centro ; all intornoerano situati le cucine, il forno, i laboratori, lescuole, rinfermeria, il cimitero, ecc. La chiesaera adornata riccamente : aveva finestre contelaio a vetro, cesa rara per ,lepoca ; lampadarimontati in oro e in argento ; crocifissi adornidi pietre preziose ed altre belle e rare cose,,che destavano lammirazione dei visitatori.

I monaci avevano lobbligo di unobbedienzaassoluta al loro superiore, cioè a.llabate. Nonpotevano ricevere in dono o in eredità cosa al-cuna : tutto doveva essere dato allAbbazia. Inessa, il vitto era semplicissimo e si componeva