ISTITUZIONI, USI E COSTUMI NEL MUOIO EVO.
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godeva di un'influenza e di unpotere considerevoli, perchè i reed i princiipi, così come il popo-lo, obbedivano a lei. Chi osavaresisterle apertamente e mettersiin lotta con essa, veniva scomu-nicato, e diventava, per questofatto, un essere maledetto, daculi tutti, anche la moglie ed ifigli, ai tenevano lontani : privodi ogni appoggio, egli era Infinecostretto a sottometterai.
E la Chiesa ai era arricchita,aia per le decime che le pagava-no i fedeli, aia per le donazioniconsiderevoli oh’sssa riceveva. Ivescovi e gli abati, d superioridelle abbazie, erano dei veri epropri signori, che avevano vastidomini, vassalli e servi in grannumero. .Sii calcola che nellaSvizzera esistessero, nel secolo XIII, circa 300conventi. Il più importante era l’Abbazia di San Gallo 1 .
Il medio evo è l’epoca della costruzionedella maggior parte delle grandi cattedrali,non solamente della Svizzera , ma di tutta l’Eu ropa occidentale : una fede religiosa intensa in-duceva le popolazioni a fare grossi donativiper innalzare questi magnifici edifizi.
E fu sempre questa fede ohe spinse allorai popoli ad intraprendere quelle grandi spedi-zioni militari che ai chiamarono crociale a ), eche ebbero lo scopo di liberare Gerusalemme e la Palestina dalla dominazione dei Turchi.Con questo proposito, una gran, moltitudine dicristiani di tutti i paesi partì per compiere laimpresa. Fra i crociati si trovavano anche mol-tissimi signori e popolani della Svizzera . Que-ste spedizioni furono in sulle prime vittoriose,ed i cristiani s’impadronirono, nel 1099, diGerusalemme ; ma, più tardi, subirono delledisfatte, e tutta la Palestina ricadde per sem-pre nelle mani dei Turchi.
3. L’Abbazia di San Gallo . — L’Abbazia d;San Gallo deve la propria origine al modestoeremitaggio che il missionario irlandese Gallofondò in mezzo alle foraste verso l’anno 614.
1) Le crociate debbono il loro nome all’abitudine ohe avevanocoloro che prendevano parte ad esse di cucirsi sopra le vesti unacroce.
Essa si sviluppò in grazia dell’ attività e dellavoro dei monaci, delle donazioni che rice-vette da re e da signori, e divenne, nel IX enel X secolo, il più celebre monastero dellaSvizzera . Nel 926, anc.h’essa ebbe a soffrire perl’mvasioine delle bande selvagge degli Un-gheri, che distruggevano tutto quanto trova-vano su,l loro passaggio ; ma i monaci, avver-titi dell'avvicinarsi di questi barbari, poteronofortunatamente trovare a tempo un rifugio.
Il numero ordinario dei monaci dell’Ab-bazia oltrepassava il centinaio ; ed abitavano inessa anche molti domestici, operai e pensionar!;sicché l’insieme degli edifizi necessari per al-loggiare tutta questa gente, formava una pic-cola città. La chiesa ed i fabbricati riservati aimonaci ne occupavano il centro ; all’ intornoerano situati le cucine, il forno, i laboratori, lescuole, rinfermeria, il cimitero, ecc. La chiesaera adornata riccamente : aveva finestre contelaio a vetro, cesa rara per ,l’epoca ; lampadarimontati in oro e in argento ; crocifissi adornidi pietre preziose ed altre belle e rare cose,,che destavano l’ammirazione dei visitatori.
I monaci avevano l’obbligo di un’obbedienzaassoluta al loro superiore, cioè a.ll’abate. Nonpotevano ricevere in dono o in eredità cosa al-cuna : tutto doveva essere dato all’Abbazia. Inessa, il vitto era semplicissimo e si componeva