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Storia della Svizzera : per le scuole secondarie / Patrizio Tosetti : testo adottato dal Lod. Dipartimento della pubblica educazione del cantone Ticino
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TEMPI PRIMITIVI.

Fu appunto durante questa lotta che udi-ronsi per la prima volta come grido di guerrai nomi di Guelfi e Ghibellini. —; Viva Welf,gridavano i seguaci della Casa di Baviera , nellaquale il nome di Welf o Guelfo è frequen-tissimo. Viva Weibling (onde la parola Ghi-bellino), gridavano i seguaci di Corrado III dalnome di un suo castello detto di Weiblingen .Questi due nomi, che da principio non indi-carono altro che due famiglie ostili, acquista-rono dipoi un senso poilitica; imperocché, es-sendo la Casa di Baviera concorde col papa,Guelfi furono deftti i partigiani del papa, eper contrapposto Ghibellini i partigiani del-l’impero 1 ).

3. Federico Barbarossa ed i Comuni lombardi.— Morto Corrado nel 1152, venne eletto re diGermania lil di Irti nipote Federico di Hohen-staufen. detto comunemente, dal color dellabarba, Barbarossa. Come figlio di Federico diSvevia od Hohemstaufen e di Giuditta di Ba-viera , parve riconciliare le famiglie rivali deiGuelfi e dei Ghibellini. Contava poco più ditrent’anni. Forte di corpo e d’animo, valentein armi, avido di gloria, voleva pacificare lasua nazione, riconfermare i diritti del regnotedesco su l’Italia , e rilevare l’autorità e il lustrodella dignità imperiale.

Discese cinque volte in Italia , la prima nel1154 con un forte esercito, ed a Roncaglia,presso Piacenza , ricevette l’omaggio dei vas-salli e dei deputati dei comuni. Molte querelegli furono presentate di vassalli contro città edi comuni contro comuni, specialmente di Co-mo contro Milano .

Federico, levato il campo di Roncaglia, de-vasta LI territorio milanese e mette a fuoco pa-recchie castella, e incendia villaggi e città; poi,ricevuta a Pavia la corona regia, va a Roma ,dove il Papa lo incorona imperatore nellachiesa di San Pietro. Indi ritorna in Ger-mania .

L’Imperatore discese nuovamente in Italia nel 1158, nel 1163 e nel 1166,, risoluto a co-stringere tutte le città a sottomettersi. Diversene prese e distrusse, tra cui Milano .

La quarta calata era diretta specialmentecontro' il Papa Alessandro III. che Federico

1 ) Cfr. C. Binando. - Conto di Storia generale , voi. III.

1 non voleva riconoscere come legittimo ponte-fice. Alessandro appoggiava le città dell’Altai Italia, contrarie al Barbarossa . L’esercito im-j periale, vittorioso, giunse a Roma, ed i Ro-mani giurarono fedeltà all’ Imperatore. Il Papariparò a Benevento . Ma una fiera pestilenza,che decimò l’esercito imperiale, costrinse Fe-derico a partire da Roma ed a tornare in Ger-mania . .

Allora le città lombarde si costituirono inlega, detta Lega Lombarda, a cui aderironotosto molte altre città dell’Alta (Italia : tutterisolute a liberarsi dalla tirannia dei podestàI imperiali.

! Il Barbarossa discese per la quinta volta inItalia , e fu nell’autunno del 1174, passando peril Moncenisio. Dopo aver assediate e vinte di-, verse città e castella, marciò su Pavia , nella1 primavera del 1175, disposto a riconciliarsicon la Lega Lombarda. Si negoziò per tuttoj l’anno, ma non si potè venire ad accordi.

! Allora Federico, vedendo che le forze chegli rimanevano erano di molto ridotte, fece: venire nuove truppe dalla Germania per la! strada del Lucomagno .

Lascia il suo esercito a Pavia , e con unaj scorta di cavalleria corre in Elenio a incon-j trare i suoi nuovi soldati. Ma appena entrato| nella valle, gli si para dinanzi ad impedirgliil passaggio il Castello di Serravalle, custoditoda truppe di Blenio. La piccola guarnigione,dopo quattro giorni di resistenza, dovette ce-i dere. minacciata dalla cavalleria dell’ impera-| tore e dalle nuove truppe che arrivavano dali Lucomagno .

Federico affidò il Castello ad Alcherio dai Torre, avogadro imperiale in Blenio. e poi: tornò in Lombardia . A Legnano incontrò i Mi-lanesi e subì urna terribile disfatta.

La sconfitta del Barbarossa domò anche ipartigiani dell’ Impero nel Ticino , specialmentequelli di Blenio e Leventina.

Alcherio da Torre giurò fedeltà ai canonicidel Duomo di Milano ; ma i suoli figli Arturoe Guido tentarono! di riprendere l’antico do-minio costruendo 11 castello di Gurterio, cheperò ebbe corta durata.

La disfatta di Legnano indusse a più miticonsigli il Barbaroissa, il quale mandò suoilegati al pontefice ed ai Comuni della lega pertrattare la pace, la quale fu poi firmata a Co-stanza nel 1183. L’imperatore riconobbe Ales-