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sul misero popolo italiano , reo solo di aspirarealla libertà. Più crudele di tutti fu l’Austria ,ohe tornò a dominare su la Lombardia . Moltilombardi, per sottrarsi alle persecuzioni delgovernatore austriaco , che era il marescialloIiadetzky, si rifugiarono nel Cantone Ticino ,dove trovarono larga ospitalità. Il Iiadetzky,asserendo che i profughi preparavano unanuova -sollevazione, prima minacciò i,l Cantone,poi. il 15 settembre 1848, nonostante l’assicura-zione in contrario datagli dal governo ticinese,decretò rallontanam-ento di tutti i ticinesi dimo-ranti nel regno Lombardo-Veneto e la cessa-zione di qualsiasi relazione politica e commer-ciale fra i due Stati. Il governo ticinese protestòenergicamente, ma invano : oltre due mila tici-nesi dovettero abbandonare i domini dell’Au-•stria. Il 25 ottobre, in seguito ai buoni ufficiinterposti dal ministro svizzero - a Vienna , laodiosa misura veniva tolta.
Sgraziatamente, qualche anno dopo, il con-flitto ricominciò e con maggiore gravità. Nelnovembre 1852, il governo ticinese fece con-durre ai confini alcuni cappuccini, sudditi au-•striaci ; e il 0 febbraio dell’ anno successivoscoppiò a Milano un nuovo moto, che subitofallì. Iiadetzky. adiratosi per questi fatti e cre-dendo che il tentativo rivoluzionario fosse statopreparato a Lugano , perchè quivi si trovavanoallora parecchi profughi italiani , tra i qualiGiuseppe Mazzini , decretò immediatamente unnuovo blocco e la espulsione di tutti i ticinesi .Oltre 6000 nostri compatriota dovettero tostoabbandonare i loro negozi, troncare i loro lavorie rientrare in patria.
Grande fu la miseria nel Cantone, per lamancanza di lavoro e per il rincaro delle der-rate alimentari. Però la Confederazione fu ge-nerosa di aiuto, mandando nel Cantone soccorsirilevanti e procurando lavoro a molti operaicon la costruzione dei fortilizi di Sementina edi Giubiasco . Solo il 18 marzo 1855, si pote-rono ristabilire le relazioni fra i due Stati.
3. Pronunciamento del 1855 nel Ticino . - Du-rante il blocco austriaco , il partito conservatoreed una frazione del partito liberale strinseroun’ alleanza per abbattere il governo : il Can-tone si trovò così diviso in Fusionisti e in Li-berali.
Il 29 ottobre 1854. ebbero luogo le elezioni-al Consiglio Nazionale , ed i sei candidati dei
Fusionisti ne uscirono vittoriosi ; ma l’Assem-blea federale. a causa dei disordini avvenutinelle votazioni di Agno e di Giubiasco . an-nullò le nomine ed invitò il governo a ricon-vocare i comizi.
La rivalità fra i partiti si fece sempre piùaccanita ; e, sgraziatamente, corse anche ilsangue.
La sera del 20 febbraio 1855, scoppiò unarissa tra Fusionisti e Liberali nel caffè Agosti-netti (poi e sino a pochi anni fa Albergo Sviz-zero), in Locamo, ed un liberale, FrancescoDegiorgi, vi rimase ucciso.
Fu il segnale di una sommossa popolare,chiamata Pronunciamento. Gli amici del go-verno si levarono in armi, percorsero il can-tone, arrestarono alcuni capi dell’opposizione ediedero alle fiamme i torchi da cui uscivano,a Lugano èd a Faido , i giornali dei Fusionisti.
Intanto il Gran Consiglio, convocato straor-dinariamente. elaborò una riforma parzialedella costituzione del 1830. che venne approvatadal popolo nei comizi del 4 marzo. La dome-nica successiva, si rinnovò il Gran Consiglio esi elesse la deputazione al Consiglio Nazionale .In entrambe le nomine, il governo riportò com-pleta vittoria.
4. Gli avvenimenti del 1856 a Neuchàtel . —
Dall’epoca della sua costituzione a repubblica,il cantone di Neuchàtel aveva fatto considere-voli progressi ; ma lil re di Prussia non avevarinunciato a’ suoi diritti ed i di lui partigianineuchàteItesi meditavano una rivincita. Nel1856, infatti, questi, creduto die il momento op-portuno fosse giunto-, -si sollevarono e s’impa-dronirono del castello di Neuchàtel ; ma i re-pubblicani corsero alle armi, e l’indomani, sottoil comando del colonnello Denzler, ripresero ilcastello, facendo prigionieri un gran numerodegl’insorti. Questi avvenimenti produsseronella Svizzera una grande commozione ; -el'Assemblea federale decretò che i repubblicanineuchàtellesi avevano ben meritato della patria.
Il re di Prussia fece allora appello alla me-diazione di Napoleone III . imperatore dei fran-cesi. e chiese che fossero messi in libertà gliinsorti fatti prigionieri ; ma la Confederazionerispose che non- li avrebbe liberati finché nonavesse avuta l’assicurazione che il re di Prussiariconoscerebbe l’indipendenza completa di Neu chàtel . In seguito a questo, il re di Prussia mi-nacciò la Svizzera di dichiararle .la guerra ; e la