248 Parte II. I
Cittä grande, rieca } popolatuTnna , e fcn-za coHtrarto Ja piu inercanti!e di tutto il ■mondo s capitale deh’ Olarda . Nei lecoii an-statt effa non cra ch‘ una Signoiia apparte-rsente ai Signcri d’ Amflela , e fu diftrutta Inei Moo. chi cittad ; ni di Ilartam , e di Wa-terlan ; rna fi riild 't in feguito . Le iueroura fono alte , e ben fortificate, il jjonteehe unifee ii terrap.eno clall’ tina parte dell’■Amftela all’ altra e ii piii bei lavoro di ar-chitettura •, ehe fia nd paefe : poche sono leCittä 3 dove gli edificj pufcbiici fieno c«sibelli , c*si numerofi , e cosi ben tnantenuti./\mftardam ha un gran numero di Chicfeiuperbe, degli Spedali per le perfone di ognictädi ogni feflo, di ogni religione , e diogni paefe, due belle Sinagoghe, 1’una pergli Ebrei Portogheh , e i’ aitra per gli EbreiTedcfchi. Il paiazzo della Cittä , il bancOj)a caifa del Dazio , le eontrade fpalleggiate dialberi, e di fontuefi palazzi fono di maravi-glia . Il porto poi ä uno dei piü ficuri dell’Europa ; vi ha nell’ ingreifo una barra di fan-go , e di fabbia, che fa la ficurezza dellaCittä ; la fua felicitä ä nata dalle ruitie di An-verfa; poichb dopo eifere (lata quefta faccheg*giata dagli Spagnuofi nei fecolo XVI. vennejneno in efla il coinmercio, e fi ridulfe nell*Cittä d’ Amflerdam ; una ddle cagioni , cb«ha rnaggiormente contribuito a popolar quefta