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INTRODUZIONE ?->
per diverse e tutte difettive nature, ed è una soltanto per quel-PEnte unico che tutta quanta la vede.
La qual fondamentale osservazione si applica alla religio-ne del pari che alla politica : quando contempliamo il mondodelle umane intelligenze, o lo spettacolo ancor più alto del pa-dre di queste intelligenze e de’ suoi rapporti con le sue crea-ture, accade a noi quello che agli scolari d’un’accademia dipittura assisi in cerchio attorno ad un gruppo smisurato e ri-schiaralo da un lume disuguale ed incerto (i). Ognuno di noialTerra soltanto ed imperfettamente una picciola parte delPob-bietto che gli sta dinanzi ^ ognuno di noi tenta ritrailo in guisapiù ancora imperfetta, con uno schizzo per delineare il qualenon ha altro instrumento che il nostro mal compiuto linguag-gio ^ e poi, stolti che siamo! ci accapigliamo per ciò che P ob-bietto rappresentato apparve ad ognuno di noi in forma diver-sa, perciò che le imagini imperfette che ne abbiamo abbozzatenon si rassomigliano punto, per ciò che le nostre confessionidi fede politica e religiosa sono opposte: vogliamo a forza chegli altri si rassegnino a cip che abbiamo creduto di veder noi,ed essi non hanno veduto ^ gli incolpiamo di perversità e dimala fede, diamo loro addosso, gli mandiamo al supplizio perciò che nella sincerità dei loro cuori, con gli organi di chesono forniti, e nel sito ove gli ha posti il Cielo e’ veggono ciòche noi non veggiamo, e non veggono ciò che veggiain noi.E se pure ci astenghiamo dal farci giustizia da noi, se non
(I) La disuguaglianza ed incertezza di questo lume , cioè della ragio-ne, è quella appunto che rende necessaria Vautorità nelle cose che nonsono date alla disputazione degli uomini; l’autorità, che (per valerci delleparole del nostro Autore medesimo in altra sua opera) partendo dal cie-lo, appoggiata ai miracoli, tramandata in guisa sopranaturale, è sempreviva, sempre rappresentata io mezzo alla società umana per far acqueta-re la male prosuntuosa ragione. L*attenerci poi all’autorità, e il mandareal supplizio o il hiastemmiare chi non vi si attiene nel dominio del pensie-ro, sono due cose che l’Autore non rettamente fa derivare l’una dall’al-tra, essendo l’una giustissima e indispensabile, l’altra a tra fatto iniquaed insopportabile. ( Editori ).