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parve — che 1’ avevano contrastato e soffocato, sta a provareche tutto ciò che si attiene alla vita dell’uomo, tanto più dellasocietà umana, è vertiginosamente complesso ne’ suoi fattori enelle sue manifestazioni, e che le fasi della evoluzione socialenon possono anticiparsi, come vorrebbe il Comte, le une sullesulle altre.
Una elevazione della umanità non si compie prima chesiansi verificati i passaggi graduali ed intermedii e l’evoluzionesociale come può essere accelerata, può essere ritardata, madentro i limiti necessariamente imposti dai caratteri organicie psichici di un popolo.
Osserva, a proposito, acutamente il Ferri (1):.... «si può ca-dere nella illusione che un secolo, due secoli, essendo già un pe-riodo abbastanza lungo nella vita della umanità, possano recaredei mutamenti essenziali. Ma se si pensa che l’umanità dallo statopreistorico, che è analogo a quello di molti selvaggi odierni, perarrivare allo stato presente di civiltà ha impiegato non parec-chi secoli, non parecchie migliaia di anni, ma parecchie cen-tinaia di migliaia di anni, si capisce subito come in un secolo,in due, in tre, non si possano ottenere delle variazioni sostan-ziali nell’umanità. E legge eterna quella della grande lentezzanella vita umana e sociale e due o tre secoli per 1’ umanitàsono i pochi giorni per l’individuo ».
Ora si spiega tutta questa tarda ascensione verso più umanisensi di altruismo sociale rispetto a miserie organiche e psi-chiche, appena si rifletta che grande fu nel medio evo l'imper-fezione di cognizioni anatomiche, fisiologiche ed antropologiche,notevole l’assenza di ricerche sperimentali, prevalente il siste-ma speculativo intorno all’ essenza corporea e spirituale del-l’uomo, derivato dai concetti di Platone e di Aristotele .
Gioverà anzi di ricordare che la filosofia platonica e quellaaristotelica dominavano le menti nel periodo medievale. Ebbe-ne: Platone ed Aristotile , come nota il Ferreri (2) « sono i dueautori greci i quali hanno descritto con maggiore precisione e