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I quattro libri dell'architettura di Andrea Palladio : ne' quali, dopo un breve trattato de' cinque ordini, & di quelli avertimenti, che sono piu necessarii nel fabricare : si tratta delle case private, delle vie, de i ponti, delle piazze, de i xisti, et de' tempii
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6 . LIBRO.

k finalmente (per lafciare molti altri,i quali con ragione fi potrebbono in quello numero porre) il Si-gnor Valerio Barbarano,diligentifsimo ofieruatore di tutto quello, che à quella profefsionesappariene. Ma per ritornare al propofito noltro ; douendo io dare in luce quelle fatiche,che dalla mia gio-ìanezza infino à qui; ho fatte nellinueftigare, & nel mifurar tutta quella diligéza,cho potuto mag;,fiore,quel tanto de gli antichi edificij,che è peruenuto à notitia mia, & quella occafione fiotto breaita trattare dellArchitettura più ordinatamente,& diftintamente,che mi fulfe pofsibile ; ho penfatoelfier molto cóueneuole cominciare dalle cafie d e Particolari : fi perche fi deue credere, che quelle à ipublici edifìci] le ragioni fiomminiflraffiero, effiendo molto verifimile, che innanzi, lhuomo da per fiehabitalfie,& dopo vedédo hauer meftieri dellaiuto de gli altri huomini,à cófieguir quelle cole, che lopolfiono render felice (fie felicità alcuna fi ritroua quà giù) la compagnia de gli altri huomini natural-méte defìderaffie, & amalfejonde di molte cafie fi fiaceffiero li Borghi,e di molti^orghi poi le Città,&in quelle i luoghi,& gli edifici] publichi : fi ancho,perche tra tutte le parti dellArchittetura ; niuna è ?])iùneceirariaàglihuomini,nèchepiùfpeirofiapraticatadiquefla.Iodunquctratteròprimadelleca jle priuate,& verrò poi a publici edifici] : e breueméte tratterò delle fìradc,de i ponti,delle piazzerei ):le prigioni, delle Bafilichc, cioè luoghi dcfl giudicio, de iXifli, e delle Paleflre, cherano luoghi, oue !gli huomini fi efiercitauano ; de i Tempi], de i Theatri,& de gli Anfitheatri,de gli Archi,delle Terme,de gli Acquedotti,e finalmente del modo di fortificar le Città,& de i Porti. Et in tutti quelli libri io

* _ fuggirò la lunghezza delle parole, & fiemplicemente darò quelle auertenze, che mi parranno più ne- ;fi & ceflàrie ; & mi fieruirò di quei nomi, che gli artefici hoggidì Communemente vfiano. E perche di me.

hm . ' Hello non poffio prometter altro,che vnalunga fatica,e gran diligenza,& amore,chio ho pollo per in- :

fi' 4 *, ten d cr G&: praticare quanto prometto ; egli faràpaciutoà Dio, chio nómhabbia affaticato in dar- ;"} , no ; ne ringratierò la bontà fiua con tutto cuore ; rellando apprelfio molto obligato à quelli,che dalle

ì k titW- loro belle inuentioni,& dalle efiperienze fatte,ne hanno lafciato i precetti di talarte ; percioche han-c no aperta più facile,& efpedita firada alla inuefligatione di co fie nuoue,e di molte ( mercè loro ) hab-biamo cognitione che ne fiarebbono perauentura nafcolle. Sarà quella prima parte in due libri diui- : nel primo fi tratterà della preparatione della materia, e preparata, come, & in che forma fi debbamettere in opera dalle fondamenta fino al coperto : oue faranno quei precetti, che vniuerfali fono, & *fi deono offeruare in tutti gli edifici] coli publici, come priuati. Nel fecondo tratterò della qualità)delle fabriche,che à diuerfi gradi dhuomini fi conuengono,e prima di quelle della Città,e poi de i fi-,ti opportuni, & commodi per quelle di Villa, e come deono elfiere compartite. Et perche in quella,parte noi habbiamo pochissimi eficmpi antichi, dequali cenepolsiamoleruire;io porròlepiante,i5c !gli impiedi di molte fabriche da me per diuerfi Gentilhuomini ordinate : & i difiegni delle cafie de gli jAntichi,& di quelle parti, che in loro più notabili fono, nel modo, che ci infegna V itruuio, che coll \efsifaceuano. i

OVALI COSE DEONO CONSIDERARSI,auanti che al fabricar fi peruenga.

E PREPARARSICap. I.

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ìÀj ^oi-

E V E SI auanti che'à fabricar fi cominci, diligentemente cófiderare ciaficuna par- .te della pianta, & impiedi della fabrica che fi ha da fare. Tre cofiein ciaficuna fa- .brica (come dice Vitruuio ) deono confiderariì, lenzalequali niuno edificio meri-terà elfier lodato ; & quelle fono, lvtile, ò commodità, la perpetuità, & la bellezza :.percioche non fi potrebbe chiamare perfetta quellopera, che vtile fulfie, ma per po

__ co tempo ; ouero che per molto non fulfie còmoda ; ouero chauendo amendue que

He; niuna grada poi in fie conteneffie. La commodità fi haurà, quando àciaficun membro farà dato

luogo atto, fitoaccommodato, non minore che la dignità fi ricchiegga, ne maggiore che lvfiofi ri-

cerchi : & farà poflo in luogo proprio,cioè quando le Loggie,le Sale,le Stanze,le Cantine,e i Grana-ri faranno polli a luoghi loro conueneuoli. Alla perpetuità fi haurà rifguai do,quando tutti i muri fa-ranno diritti à piombo,più grofisi nella parte di fiotto,che in quella di fiopra,& haueranno buone,& fiof ;fidenti le fondamenta :&oltre à ciò, le colonne di fiopra faranno al dritto di quelle di fiotto, & tut-ti i fori, come vici, e fer^llre faranno vno fiopra laltro : onde il pieno venga fiopra il pieno, & il voto jfoprailvoto. La bellezza rifiulterà dallabella forma, e dalla corrifpondenzadel tutto alle parti,del- jle parti fra loro , e di quelle al tutto : conciofiache gli edifici; habbiano da parere vno intiero,e ben finito corpo : nel quale lvn membro allaltro conuenga, & tutte le membra fiano necelfarie

à quello, ;