QV ARTO.Cap. XXIIII.DEL TEMPIO DI CASTflRE, E DI POLLVCE.N NAPOLI in una bellissima parte della città infra la piazzi del castello,& laVicaria si uede il Portico di un Tempio edificato, e confecrato à Castore, e Pollu-ce da Tiberio Giulio Tarso,& da Pelagon liberto di Augusto, come pare nella suainscrittione fatta con queste lettere Greche.TIBEPIOX IOYAIOX TAPZOZ ÀIOZ KÖYPoIZKAI THI HÖAEI TON NAON KAI VA EN T.2!NAO.1HεAATQN ZEBAZTOY ANEAEYOEPOZ KAIENITPONOZ ZYNTEAEZAE EK TON IAIONcioè,ΚΛΟΙΕΡΟοΣ··TIBERIVS IVLIVS TARSVS Iparis FILIIS, ET VRI, TEMPLVM,ET QVAE IN TEMPLO.PELAGON AVGVSTI LIBERTVS ET PROCVRATOR –PERFICIENSEx PROPRIIS CONSECRAVIT.Le quali signincano, che Tiberio Giulio Tarso cominciò à fabricar questo tempio, e quelle co-se che uisono dentro à isigliuoli di Gioue,(cioè à Castore,& à Polluce)& alla città:& che Pelagonliberto, ecommessario di Augusto lo fini co i proprij denari,& lo consacrò. Questo portico è di ordi-ne Cornthio. Gli intercolunnij sono più di un diametro emezo, e non arriuano a due diametri. Le base sono fatte all'Attica. I capitelli sono intagliati à foglie di Oliuo, e sono lauorati diligentissimamente. E molto bella la inuentione dei caulicoli, che sono sotto la rosa, i quali si legano insieme, e parche naschano fuori delle foglie che uestono nella parte di sopra gli altri caulicoli, i quali sostengonole corna del Capitello: Onde cosi da questo, come damolti altri esempi sparsi per questo libro si co-nosce che non è uietato all'Architetto partirsi alcuna uolta dall'uso commune, pur che tal uariationesia gratiosa,& habbia del naturale. Nel Frontespicioè scolpito unsacrificio di bassorilieuo, di ma-no di eccellentissimo Scultore. Dicono alcuni che quiui erano due Tempij uno Ritondo, e l'altroQuadrangulare: del Ritondo non se ne uede uestigio alcuno,& il Quadrangquare per opinion mia èmodemo; e però lasciato il corpo del Tempio ho posto solamente il diritto della facciata del porti-co nella Prima tauola,& Nella Seconda i suoi membri.A, E' la Basa.B, II Capitello.C, L'Architraue, il Fregio,& la Cornice.D, Il piede diuiso in dodeci oncie, co'l quale sono misurati i detti membri.
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I quattro libri dell'architettura di Andrea Palladio : ne' quali, dopo un breve trattato de' cinque ordini, & di quelli avertimenti, che sono piu necessarii nel fabricare : si tratta delle case private, delle vie, de i ponti, delle piazze, de i xisti, et de' tempii
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