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Tomo I.
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piante ricevono più vitalità dalle loro foglie, che dalleloro radici, e che non è certamente un acconciamentoquello, che si suole talvolta praticare nei giardini, privan-dole in parte delle medesime.

Gl’ ingrassi finalmente propriamente detti, tutte le so-stanze cioè animali e vegetali, suscettibili di somministra-re, lentamente decomponendosi nella terra, quei gaz chesono principj costituenti dell’ aria, come anche il terric-cio che serve di alimento solido alle piante, sono puredegli acconciamenti, ed anzi il compimento di tutti gliacconciamenti. Al vocabolo Ingrasso io svilupperò il mo-do della loro azione secondo i dati attuali della teoriachimica, e delle più comprovate esperienze agronomiche.

Siccome ogni e qualunque modo di rivoltare la terranon può avere altro scopo, che quello di dividerla, cosicercar sempre bisogna in quest’ operazione di dividerlaquanto è più mai possibile. Ma si potrà dir forse, che1 eudano a questo scopo quei conduttori di aratri, che sol-levano delle glebe lunghe due o tre piedi, larghe uno, egrosse un mezzo piede? Non mai. Col moltiplicare i sol-chi mediante il coltro, e 1’ aratro più proprio a smi-nuzzare la terra si può dire soltanto di aver supplito alproprio oggetto, e dopo tutto ciò mal grado queste pre-cauzioni, quello dell’ aratro sarà sempre il più insufficien-te modo di rivoltare la terra, per lo meno nei terreniforti. Al primo rango di tali operazioni io colloco quellafatta con una zappa stretta, e col mezzo d’uua staza lar-ga un piede, perche questo lavoro non può essere ese-guito senza rimuovere tutte le particole di terra, tantonello strapparle dal loro posto, quanto nel gettarle dopodi se ; e perciò il miglior modo di rivoltare la terra sa-rà sempre quello alla zappa, come comprovato vienedall’ esperienza.

Dopo questo, l’altro modo più vantaggioso di rivolta-re la terra, è quello alla vanga; di fatto se col primo la-voro si sminuzza la terra forzatamente, con questo si puòsminuzzarla quanto si vuole : basta aver la cura di pren-dere meno terra in una volta, di gettarla più lontano, edi tagliarla c ritagliarla ripetutamente senza risparmiarefatica ; e perciò il rivoltare la terra alla vanga, è il mo-do più generalmente adoperato nei giardini, e tulle levolte che si fa una piantagione di oggetti alla di «ui riu-scita si prende un grand’ interesse.