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Tomo I.
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combinazioni utili alla vegetazione ; ma questa è una sup-posizione gratuita, che non merita nemmeno d’ essere esa-minata, per chi possiede gli elementi della chimica. Gliacidi minerali, non escluso il nitrico, vi sono sempre com-binati, e gli acidi vegetali vi si formano da per tutto,Ingenhouse, portato dall’ analogia, ha sparso gli acidi sul-forico, muriatico, e nitrico sopra qualche porzione Si ter-jreno, e vi seminò sopra poscia dei grani : osservò egli,che quei grani spuntarono prima, che nelle porzioni del-lo stesso terreno, dove non aveva sparso dell’acido, e chele piante date da quei grani erano delle altre più rigo-rose. Queste esperienze meriterebbero d’essere ripetute.

Il compimento di quest’articolo si troverà in tutù gliarticoli di chimica e di fisica vegetale di quest’ opera. Iodevo restringermi nello sviluppo delle teorie, per potermidiffondere maggiormente spiegando la pratica. ( B. ;

ACONITO. Aconitum. Genere di piante proprie allealte montagne dell’ Europa , che comprende varie specie,distinte per la loro bellezza, e celebri per il loro releno.

La più bella delle sue specie è I’ Aconito Napello,che ha le foglie digitate, le foglioline munite di denti se-parati, ed i fiori d’ un turchino carico. Essa è vivtce, sor-ge all’ altezza di due in tre piedi, e forma delle macchiefoltissime. Coltivata viene frequentemente nei giardini d’ or-namento, moltiplicandola per solito col dividere ls vecchieradici, giacche la via della semina è troppo lunga : qua-lunque terreno le può convenire, meglio però si trovanelle terre fresche ed ombreggiate ; ma perché produca ilmigliore suo effetto, collocarla bisogna sull’ orlo delle mac-chie fronzute, e si mette anche intorno alle ajuoìe de’ giar-dini. La sua portata è superba, ed è in generile semprebella, tanto nel suo primo germogliare, quante nello svi-luppo dei suoi vaghi fiori.

Le qualità letali attribuite a questa pianta sono moltoesagerate : le sue foglie sono tanto poco pericolose, chein Isvezia vengono mangiate per eccitare 1’ appetita: sipossono toccare e strofinare impunemente, e pardo il pro-scrivere 1’ aconito dai giardini, si può riguardare come uneccesso di precauzione. Se si mangia la sua radice, ras-somigliante al navone, si va soggetti ad un’ enfiagionegenerale, a vertigini, ed anche a convulsioni ; ma si èsempre in tempo di far uso dei rimedj, prendendo cioèsubilo dei vomitivi, ed in seguito dell’ aceto in gran copia