Band 
Tomo I.
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dalla terra o dal mare nell’ aria, e dall’ aria nuovamentesulla terra o nel mare.

Quesla proprietà dunque dell’ acqua, di disciogliersinell’aria col mezzo del calore, e di condensarsi per l’ef-fetto del freddo, produce le Nebbie , le Rugiade, le Bp.i-we, le Nubi; fa cadere la Gragnuola, la Pioggia, la Ne-ve ; dà alimento alle Fontane ed ai Pozzi ; mantiene infine la vita animale e vegetale. Vedi tutte le accennateparole.

Da per tutto non cade la stessa quantità d’ acqua, per-chè le catene delle montagne sono la causa più comu-ne della direzione dei venti e della caduta delle piogge.Sulle vette di tali montagne ne cade la quantità maggio-re, da dove riunita decorre in copiosi torrenti. Vi sonodei paesi, come l’Egitto ed il Perù , ove non piove quasimai, ed anche in Francia si trovano certi cantoni, dovesi sta sovente senza veder pioggia quattro ed anche seimesi consecutivi, ed in alcune annate certi terreni ordi-nariamente i più favoriti stanno per altrettanto spazio ditempo senza un tale benefizio. Queste irregolarità formanola disperazione dell’ agricoltore, senza eh’ egli possa effica-cemente rimediarvi : con delle irrigazioni ben intese, cotidegli annaffiamenti fatti in tempo opportuno può eglibensì fino ad un certo punto supplire alla mancanza dellepiogge, ma questi mezzi sono di poco valore, e più de-boli sono ancora quelli, che stanno in potere del coltiva-tore per impedire gli effetti non meno funesti della trop-po grande abbondanza delle acque.

Più c’ inuoltriamo verso il mezzogiorno, e meno ab-bondanti vi troviamo le piogge. Osservazioni per lungotempo reiterate provarono, che in un anno comune ca-dono a Parigi venlidue pollici d’ acqua.

La conoscenza della quantità d’ acqua, che cade ognianno in un dato luogo, può servire a determinare il ge-nere di coltivazione, che a preferenza si deve colà stabi-lire; e perciò la prima cosa, che deve fare un agricolto-re, dopo di aver preso possesso di un podere, eli’ egli sipropone di coltivare, sia quella di collocare sulla sommi-tà della sua casa un istromenlo proprio a misurare laquantità d’ acqua, che annualmente vi cade. Questo stro-mento consisterà in un semplice imbuto di latta d’ unpiede quadrato, il di cui collo passerà in una grossa bot-tiglia pure di latta, riposta alla sommità del granajo :