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Tomo I.
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AFFRALIMENTO. Medicina Veterinaria. L’ offrali,menlo altro non è, che una troppo violenta ed eccessivafatica accompagnala da un gran riscaldo. Questa malattiaattacca ordinariamente i cavalli, c specialmente quelli, chetirano le barche, perchè soggetti a straordinarie fatiche,e comunemente ridotti al solo cibo dell’ avena.

Questa si annunzia con la spasmodica contrazione deimuscoli del basso ventre, e specialmente del muscologrande obliquo, nel punto ove le sue fibre carnose di-ventano aponevrotichc. I! fianco dell’ animale si ritira alloraper così dire in se stesso, e resta concavo, teso, col peloarricciato e sbiadato, ( vedi Fianchi ) lo stesso è duro,secco, nero, e come bruciato.

li trattamento consiste in clisteri emollienti, ed in unregime blando e moderato. La crusca bagnala, 1’ acquabianca, mescolata con una decozione di malva, d’ altea,di parictaria c di mcrcoreìla, è rimedio di straordinariaefficacia ; opportuno sarà qualche volta 1 aprire all’ ani-malo la vena, dopo avergli dato alcuni giorni di riposo;accorgendosi poi, eh’esso comincia a ricuperare delle for-ze, bisogna continuare con l’uso dei crisleri, e si pos-sono anche ungergli i fianchi con parli eguali di mielerosato e d’ ungcnto d’ altea per diminuire la tensione,seinprechè i già prescritti rimedj interni non siano suf-ficienti a tal uopo, ciò che succede assai di raro. ( R. )

AFTE. Piccole ulceri superficiali, che si manifestanonell’ interno della bocca degli animali. La principale lorsede si è l’estremità dei vasi escretori delle glandule sali-vali, e di tutte le glandule, che danno un umore similealla saliva, per cui il palato, la lingua, c la gola deli’ ani-male affetti si trovano da tal malattia. La causa delleafte è formata da un sugo viscoso ed acre, che si attac-ca alle pareti di tutte crii oste parti, e vi produce con lasua permanenza delle ulceri della specie indicata.

Dal colore e profondità delle afte si deduce la loromalignità. Quelle che sono superficiali, trasparenti, bian-che, separate fra di loro, e che si staccano facilmentesenza riprodursi, non si rendono punto pericolose, e ven-gono radicalmente guarite lavandole con la ruta, oglio,ed aceto. Quelle all’ opposto, che s’ incarnano profonda-mente, s’ingrandiscono, diventano nere o livide, sono d’unaspecie maligna. Tale si è per esempio il cancro, che oc-cupa ordinariamente il di sotto della lingua dei cavalli.