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Tomo I.
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si. adopera la calce, le ceneri, ed altre basi terrose o al-caline nella purificazione dello zucchero. Questo chimicostesso ha osservato, che i vini, i quali contengono la quan-tità maggiore di acido malico, somministrano la più cat-tiva di tutte le acquevite.

Il sugo dell’ agresto non è difficile a prepararsi; basteràil prendere i granelli delle uve, che portano ordinariamentequesto nome, lo stiacciarli ancora verdi, e lasciarli cosifermentare in un vaso scoperto, per tre settimane circa,poi esprimerne il sugo col mezzo d’uno stretlojo: se nemescola la grassa con la paglia tritata per agevolare loscolo del sugo, questo viene lasciato depurare per 24 ore,indi filtrato a traverso la carta, e distribuito finalmentein bottiglie di mediocre capacità, terminando di riempir-le con l’olio di garofano, più proprio d’ ogn’ altro a co-prire i liquidi di questo genere, perchè ne conserva lafluidità nell’ inverno, nè vi lascia passare 1 ’ aria dell’ at-mosfera, come gli altri olj, che si congelano.

Con questa operazione si preparano e si conservanotutti i sughi delle frutta; ve ne esiste però un’altra, ado-perata per i sughi decisamente acidi: questa consiste nelmetterli in bottiglie aperte, che si riscaldano col caloredel bagno-maria, finché il liquore acquistato abbia unablanda temperatura, e queste bottiglie poi raffreddale, tu-rale esattamente, trasportate vengono nella cantina.

Con il sugo dell’ agresto si compongono diverse delica-te pietanze, che portano il suo nome. Se l’agresto vienelasciato esposto al sole sovra alcuni piatti, finche rimanediseccalo, c se l’estratto che ne risulta conservato poiviene in bottiglie ben chiuse, con poche stille di questoestratto si possono condire le ova in tutte le stagioni. ( Par. )

AGRETTO. Si chiama quel vino, che ha una tenden-za a diventar agro, ma clic non .lo e ancora, che comin-cia cioè ad assorbire 1 ’ aria atmosferica, la quale gradata-mente lo trasformerà in aceto. Il vino d’una botte tenutasempre ben piena non sentirà mai l’ agretto, a meno cheil cocchiume, lo zaffo, ec. non turino esattamente. Megliosviluppati saranno questi principj agli articoli Vino , edAceto . ( R. )

AGRICOLTURA. L’agricoltura, propriamente detta, èP arte di coltivare la terra, di fecondarla, e di farle pro-durre, senza estenuarla, la maggiore possibile quantità digrani, frutta, piante, e di tutti quei vegetabili in generale,