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utilità come gatti, danno anche la loro pelle, ed il loropelo al commercio, motivo per cui esser devono prefe-riti. Falsa è la supposizione di coloro, che alieni li cre-dono di correre appresso ai sorcj ; ma vero si è, che al-cuni fra essi, i quali mai non ne videro, li sdegnano, seper la prima volta li vedono in un’ età già avanzala.
In generale i gatti non sono alla campagna trattati,come dovrebbero esserlo. Giacché i coltivatori conosconola necessità di ricorrere al loro istinto, per distruggeretanti pericolosi nemici, e conoscono del pari il loro ca-rattere, incolpare non devono che loro stessi, se la prov-vista dei loro carnami, latticini, ec. sono da questi ani-mali predali. Si viva col gatto come con un ladro deciso ;si chiuda tutto ciò, che può tentarlo; ma si tratti con dol-cezza, e gli si somministri la necessaria nutricazione. E ungrave errore quello di credere, che quanto più il gattoha fame, tanto più cerca d’ acchiappare i sorcj. L’ avereil ventre vuoto, sarà forse una buona disposizione peraspettare parecchie ore di seguito senza muoversi 1’ usci-ta d’uno di essi dal suo buco? La pazienza è forse lavirtù degli affamati? Non lo è nemmeno fra gli uomini,che suscettibili supporre si devono di lasciarsi guidare daraziocini d’ un ordine superiore a quello dei gatti. Io miavviso quindi, che ogni giorno somministrare loro con-viene una porzione di cibo sufficiente per mantenerli inbuono stato, e non percuoterli mai, nemmeno colti in de-litto. Si può credere, che un tal sistema di benevolensapossa renderli meno avidi di addentare i commestibili, chesi trovassero per un momento esposti alle loro rapine.
Vi sono dei gatti, che prendono l’abitudine del vaga-bondaggio, per andare alla caccia dei coniglj, delle lepri,degli uccelli di bosco, piuttosto che dei sorcj domestici.Ve ne sono d’ altri, che si avventano anche sul pollame,e soprattutto sui piccioni. Tanto i primi che i secondiuccisi esser devono senza misericordia, perchè presa unavolta quest’abitudine, non la perdono mài più.
Siccome nascono i gatti i n una quantità cento voltemaggiore a quella necessaiia per i bisogni dell’uomo,così forz’ è il distruggerne nella massima loro parte ap-pena nati ; e trascurata è poi anche la cura di conser-var quelli, che si lasciano vivere. Alcuni anni fa un’ e-pldcmia fece temere di perderne la razza: le malattie