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diventato troppo grande per sopportare quest’ armatura,viene ricolmato con la gliiaja estratta dalla sua buca me-desima, ma ciò non si fa che ogni quinto o sesto anno,e se ne scava un altro vicino ad esso. V’ ha luogo a cre-dere, che più attivo reudere si potesse il servizio di que-sti pozzi, senza aumentarne molto la spesa, se alla carru-cola sostituire si volesse la leva ad altalena, tanto ado-perata in varie parli della Francia , e d’ un uso tanto po-co incomodo.
Vi sono moltissimi altri terreni renosi, ove possibilenon sai ebbe d’adoperare lo stesso metodo di coltivazio-ne, a motivo della profondità del nappo d’acqua; quelliperò che sono in caso di servirsene si trovano per lo più.sulle rive dei fiumi più vasti. fi
Lasleyrie fece conoscere la pratica adottata nei con-torni di San-Lucar in (spaglia nei terreni sabbiosi, pra-tica, che applicare si potrebbe ai terreni renosi con mol-to vantaggio. Consiste questa nello scavare la metà d’unospazio di dieci, quindici, venti piedi di laigo sopra unalunghezza indeterminata, fino ad un piede al di sopradel livello ordinario dell’ acqua, per rigettare la sabbia orena scavata sull altra meta dello spazio. Con questo la-voro, lungo e costoso per verità, ma in ultima analisiassai produttivo, si ottengono degli orti tanto più fertili,quanto più calda è 1’ annata, e nei quali si trova un au-mento di riparo, che permette una coltivazione assai me-ridionale; ed io non dubito quindi punto, che se prati-cati fossero simili scavi nelle pianure di Houilles , e diMonlesson, vi si potrebbero benissimo far prosperare imeloni in piena terra.
I prodotti dei terreni renosi sono poco abbondanti, mail più delle volle eccellenti; diiei anzi sempre eccellenti,se l’estrema siccità non desse i risultali medesimi dell’e-strema umidità, vale a dire un’alterazione nel sapore; eciò si applica principalmente alle radici, come sono lerape, le carote, i pomi di terra, ec. La vite vi prosperaa maraviglia, per poco che vi abbia in piccola distanzauna montagna, che la ripari dai venti di tramontana; viriescono anche bene i cedui di quercia-rovere, d’ olmo,dì salqio-capreo, di betula, di spino, di ginestre»; vi sipossono stabilire anche delle fustaje, testimonio il boscodi Boulogne, ma queste vi crescouo con una lentezza e-strema.