Band 
Tomo XI.
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GIÀ

3,1

Il sig. Nysten 1’ attribuisce all’ infiltrazione del liquido nu-tritivo, e della materia della seta. Non si .conosce nessunrimedio per arrestare le sue stragi. Vedi 1’ articolo Bacoda seta. ( B. )

GIARDA. Medicina veterinaria. La giarda in generalealtro noli è, che un piccolo bitorzolo, od una porzionedi pelle, che cade in cancrena, e che si stacca, produ-cendo una. leggera serosità.

La giarda acquistò nel cavallo dei nomi diversi, se-condo la sua situazione ; fu chiamata giarda lendinosa,quando si trova sul tendine; giarda incornata, quandooccupa la corona vicino allo zoccolo; ma sufficiente nonessendo una tale denominazione, noi distingueremo questa,in ragione delle parti da essa attaccate, in giarda nervosa,in giarda incornala propriamente detta, ed in giarda in-cornata impropriamente della.

I principi, che danno nascita a queste differenti'speciedi giarda, sono le contusioni, le ammaccature, le percossetrascurate, 1’ acrimonia dei fanghi, le immondizie consoli-date a crosta, la densità ed acrimonia della traspirazioneinsensibile, e d’ altri umori, ec.

La giarda, alla quale il bue ed il montone si trovanoesposti talvolta, si chiama forchetto ; e noi ne parleremosoltanto, dopo di aver dato la descrizione dei contrassegni,e del governo di ciascuna di quelle specie di giarda, inparticolare, che si osservano nel cavallo.

La giarda semplice non è accompagnata da verun pe-ricolo ; attacca essa soltanto la pelle, ed una parte dellatessitura cellulare della pastoja, più spesso ai piedi poste-riori che agli anteriori. Questa specie di giarda è allevolte tanto poco apparente, che osservabile solo si rende,perchè fa zoppicare il cavallo, e perchè toccando la pa-stoja, si sente un tumore duro e doloroso, da cui trapelauna materia di fetido odore.

Far distaccare il bitorzolo, facilitare la suppurazione,ecco le prescrizioni di cura, che offre questa specie digiarda all’ operatore veterinario,

Dopo d’ aver dunque riconosciuto, che le sole parti in-taccate sono i tegumenti della pastoja, tagliar devi i peli,ed applicare sul tumore un cataplasma di mollica di pa-ne e latte : io trovai buono anche il cataplasma fatto dilievito, scorze d’ aglio, ed aceto, suggerito dal sig. di So-leysel. Continua con questo, finché s’ apre il decubito, e