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Tomo XXVI.
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unico, ne prendono due nell’anno seguente, poi tre, ecosì in seguito; allora non si ha più riguardo alla figura,e s\ ha in vista soltanto la moltiplicità de’ corsoj in pro-porzione della forza del ceppo : questa è l’epoca qel mag-gior prodotto della vite, e della buona qualità del vino.

Nelle suddivisioni, e nei diversi passaggj per tubi sem-pre nuovi, il sugo riceve quel raffinamento, che nel ren-derla feconda comunica all’uva un sapore, che invano sicercherebbe in quetla prodotta dopo la seconda potatura,perchè allora girava esso ancora per canali diretti, ove,non trovando resistenza, metteva tutti i suoi sforzi nelgettare molto legno.

Tali sono i suggerimenti dpi sig. Antonio David, sug.gerimenti, che meritano d’e$ser messi in pratica dagli abi-tanti della Provenza .

Il territorio di Marsiglia , arido per sua natura, e por-tante viti fin dall* epoca della loro introduzione in Fran-cia , è molto più estenualo che il lesto della provincia,per cui convenne diminuirne il numero spazieggiando dipiù i ceppi. S.ono ivi dunque piantate in file rispettiva-mente distanti di quattro , sei, otto, e dieci piedi, e illoro intervallo è seminato ogni anno, od ogni due anni,secondo che il proprietario ha più o meno d’ ingrassidisponibili , alternativamente in cereali e legumi. La vileha così più di spazio per andar a cercare il suo nutri-mento , ed approfitta delle coltivazioni e degli ingrassi,che si spargono ne’suoi intervalli.

In generale, la coltivazione della vite in Provenza nonè vantaggiosa, se non in quanto l’asportazione per marene rialza i prodotti ad un prezzo esagerato. La debolezzadella popolazione, la cattiva natura delle terre, la fre-quenza delle gelate di primavera, dei calori divorantidell’ estate, ec. impediscono, che le raccolte siano sicurequanto lo sono nei dipartimenti vicini , e più ancora inquelli del centro della Francia . Vi sono degli anni, ove,come nel i8aa, l’ultima di queste cause non lascia, chele uve percorrano tutte le fasi della loro evoluzione, ledisecca innanzi alla loro maturità, e fa che diano unvino di pessima qualità.

Le vigne del dipartimento del Gard possono essere di-vise in tre classi, quelle di Vannage, quelle di Saint-frilles, e quelle della costa del Rodane.