4 DELLA POLITICA PIEMONTESE
europeo ; e si può diro che da questa epoca in poi inItalia la sola Casa di Savoia si conservasse in gradodi attuare quella politica, la quale a lei fruttò il lentoe successivo ingrandimento dello Stato.
Egli è vero bensì che nei primi secoli che susse-guirono alla invasione dei popoli settentrionali, ed an-che durante quelli degli sconvolgimenti dei Municipiie delle usurpazioni dei Signori Italiani, la sola edesclusiva politica che prevalesse in Italia era quellad’ingrandire con l’esorbitanze della forza, con tutti imezzi violenti ; quella, che seguiva la massima : — nonpotersi conservare uno Stato senza aggiungere nuoveconquiste ; — che reputava misura necessaria alla pro-pria sicurezza la rovina degli Stati vicini. Codesta po-litica, la quale non conosceva altri mezzi che quellidella distruzione, addusse come conseguenza necessa-ria uno stato di guerra quasi permanente. Ma mediantei progressi del diritto internazionale, del diritto di guer-ra, e della Diplomazia , che cominciò ad allargarsi, eadoperarsi più frequentemente a togliere le differenze in-sorte, e terminare le contese tra gli Stati con la discus-sione e la persuasione, riservando in ultimo luogo learmi, dove e quando gli altri modi non bastano, fu po-sto un freno al regno della violenza : e quantunque ladestrezza della Diplomazia consistesse talvolta nel riser-barsi delle cause o de’ pretesti di rotture e di nuoveguerre, e fosse meno rispettiva nello spogliare l’inimi-co, o nel trarre da lui quanto poteva impunemente,in séguito però suo scopo principale fu quello di difen-dere i diritti e gl’ interessi dello Stato, proteggere gliAlleati, preparare nuove amicizie e forze morali colrendere favorevole l’opinione delle altre nazioni, e prò-