PAUSA PRIMA.
SCENA PRIMA. IL PARNASO.
A. Se non hai briga che P impedisca , mi faresti, miobuon Mercurio , un piacere?
M. Pur due , caro fratello. Mi trovo disoccupato, e nonso che fare della mia vita.
A. Oh ! che vuole dir questo ? Non ci sono più barattieri,ladri, usurai ? .
M. Ben ci sono e al doppio di prima, e prosperano tuttiin somma riputazione. Che anzi la ruberia è tantonobilitata che sperasi di vederla presto nel noverodelle arti virtuose e gentili. Ma io n’ho licenziato ilcollegio e chiusa la scuola,
A. Perchè ?
M. Perchè i discepoli ne sanno più del maestro ; e comevedi io non ho più faccende.
A. Ti resta quella di messaggiero degli Dei ; ed oggi cheGiove è seriamente occupato a ordinare le cose delmondo, stato per tanto tempo in trambusto e in su-buglio , mi figuro ch’egli ti lascerà poco dormire.
M. T’inganni. Giove è diventato filosofo.
A. Filosofo ?
M. E filosofo grande. Ben sai ( e dovresti averlo letto inLuciano ) che Giove una volta facea molto studio inOmero, e clie ad Omero ei rubava i tratti più bellidelle sue magnifiche allocuzioni nelle adunanze de’ Nu-
. mi : pe’ quali plagj poi Mono smascellavasi dalle risa.Ora è cangiato al tutto il suo gusto. Avendo egli per