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F operazione : e qui poi stava alla fine tutta la suavirtù , e cangiare una donna in puledra non è grancosa. Ma è ben altro trasformare le costellazioni incocchieri, i re in carta d’oro di Parigi , i barcajuoliepirotici in capitani cartaginesi, le città ora in verbied ora in avverbj , i fiumi in somari, i sapienti inronzoni, i cagnuoletti maltesi in ragazzi, le isole . . .Prop. Come, come ? I cagnuoli in ragazzi ?
Fai. Monna sì : in ragazzi. Noi credi ? Te ne fo convintasubito subito* Apri G. "Villani, 1. 6. c. a, e leggi iviF origine della gran guerra insorta tra’ Pisani e i Fio-rentini a cagione d’ un cagnuolo.
Prop. Sì sì, lo ricordo : per un cateìlino di camera , diceil Villani, che un Cardinale poca memoria diè in donoall’ ambasciatore Pisano dimenticandosi d’averlo il gior-no avanti promesso al Fiorentino : di che nacquero perFuna parte e per l’altra zuffe di sangue.
Faz: Or bene. Toccando io in modo coperto questo stranoaccidente, 1. 2. c. 27 , scrissi così :
Ben vo’ che ponghi a quel eh’ or dico, cura :
Solo per un cagnuol, che è una beffe,
Guerra si mosse e sdegno che ancor dura.
Se ’l sai non so , dico dal Pi all’ Effe,
Tra’ quai di Falterona un serpe correChe par che il corpo di ciascuno acceffe.
Ognuno che abbia letto il Villani o che per se stessoscaltrito faccia attenzione al mio chiuso parlare nonpenerà a comprendere che quel Pi sono i Pisani cquell’ Effe i Fiorentini , ben indicati da quel serpe chei' scorre tra loro dai gioghi di Falterona, cioè l’Arno ,che scorrendo tortuoso a guisa di serpe fende Firenze e Pisa per mezzo. State ora ad udire come il dottis-simo Natanar ini ha storpiato un fatto storico così