AI TOSCANI
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Lia bella Toscana , che sì è levata nel Mondo a tal segno di gran-dezza , che V uomo non può inalzare il pensiero al Cielo, nè girargli occhi sulla terra, nè penetrar colla mente negli abissi , senzamagnificare le sue glorie unite a quelle del sommo Galileo , chele dovizie del firmamento scoperse, del fortunato Amerigo , chegran parte della terra trovò , e del divino Alighieri , che descrissetutto il seno dell' inferno ; si adorna ancora d’ogni gentilezza evirtù.
Vollero nondimeno taluni invidiarle il fregio della grati-tudine riguardo al suo Esule famoso Dante immortale, e tolseroà pensare il rancore delle antiche parti civili aver durato in Essapel corso de'secoli, e scommetterla tuttavìa dal maggiore de'figlisuoi, che tanto la sua fama decorò.
Nel sorgere in Firenze amplissimo monumento alla ricor-danza di Dante , la santa verità mi trae a difenderla dall'ingiu-stìzia di questa calunniosa incolpazione : avvegnaché una serie co-stante di fatti prova i Toscani non avere giammai smentito l'amoree la venerazione dovuta a Dante Alighieri .
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