Agguagliar figurando?
Lunge sia, funge alma profana: Oh quanteLagrime al chiaro avello Italia serba !
Come cadrà? Come dal tempo rosaFia vostra gloria, e quando?
Voi, di che il nostro mal si disacerbaSempre vivete, o care Arti divine,
Conforto a nostra sventurata gente,
Fra l’ultime ruine
Gl’itali pregi a celebrare intente!
E certamente ogni anima Italiana recata alle opere belle e gene-rose s’infiamma, e spera un vivere sempre più lieto, riposato, e felice,veggendo la presente generazione riparare l’oltraggio degli avi a Dan te , a Torquato, al Palladio, al Goldoni, al Sansovino, a Colombo: euna gara magnanima unire i petti di tutta l’Europa in virtuosa fra-tellanza per erigere un vasto monumento al primo nostro Scultore : edrizzarsi per fino il pensiero a rimunerare la severa ombra di Tacito ,di aver dato utile esempio al mondo, come si vogliano con infamiaperpetua gli uomini potenti, e scellerati magnanimamente punire.
La quale fiducia trae anche certo fondamento dalla sollecitudinepresente di riporre in onore i monumenti dell’antico senno, dell’artiantiche, dell’ antico valore, e di emularli : e dai grandi consorzi ordi-nati a fondar stabilimenti di educazione e d’istruzione: e dalla gene-rale ospitalità che le genti diverse e più lontane si ricambiano fra loro,con una lingua universale, e con vaste comunicazioni di lettere e disapienza.
Ritornando al monumento di Dante , fu quello, come si è detto,allogato a Stefano Ricci scultore fiorentino , che per altri suoi cenotafiiavea dato prova di valore nell’arte sua, e potette ottenere bella lodedal saldo ingegno di Giuseppe Gonnelli, sapiente espositore delle me-morie patrie, e de’lavori dell’arte parco lodatore.