Per atteggiarsi a questo grande significato, appogia la Figura ildestro gomito ad un volume, e recando la mano sotto il mento, stassiassorta in intensa meditazione, e in quel concentramento, diesi ad-dicea all’arduità e sublimità de’suoi concetti, e delle cose contempla-te. L’altro braccio è disteso orizzontalmente sul libro medesimo inche Dante fattosi ultore delle ipocrisie, delle avarizie, delle simonie edelle altre scelleraggini del suo secolo, punì di tremendo flagello i mal-vagi di quella età, e fremendo e ululando tentò unico e primo persuade-re al mondo futuro,se avesse fatto senno, la necessità di una correzioneai diversi ordini sociali, per rivendicare ad alcuna franchigia l’italianaciviltà.
Un pallio copioso discende a grandi seni dagli omeri del Canto re , e ripiegandosi sul davanti, gli ammanta le gambe e le ginocchiacon uno sviluppo ricco di larghe pieghe, e di belle cadute eli lembi,lasciando ignudo il torso espresso con colpi risentiti, che fanno indi-zio, di quella magrezza, per confessione del Poeta indotta in esso dallungo lavoro del Poema sacro, cui cielo e terra aveano posto mano.
La testa è impressa di un carattere severo, che ti coglie di oc-culto terrore, e ti rammenta le scene spaventose delle pene inferne,per esso descritte; se non che uu lampo di ascosa gioia pur traspare,e gli balena dagli occhi, e tempera di alcuna letizia quell’austerità,col ricordo de’contenti spiritali del Paradiso.
La statua dell’ Italia in piedi tiene nella destra mano quello scet-tro, onde un tempo la terra dominò, e che ora conserva sugli umanistudi dell’immaginazione, dell’imitazione, dell’inspirazione. Muovein alto il sinistro braccio, come per invitare le genti ad onorare l’al-tissimo Poeta , e pare che nella grave sembianza accolga alcuna alte-rezza per questo suo Figlio, che tanto la sua fama distese, come untal vanto delle sue scorse e presenti sciaurela ristori. Così i casi le sigirinopropizj,e inquell’onoratoseggio che merita la ripongano ;mè maipravità di costume, nè tenebra o malizia d’intelletto, nè freddezza o igna-via di cuore, tanta sua composta e casta dignità, e bellezza deformino !
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