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le escrezioni, i movimenti volontari egl’ involontari possano aumentarsi , di-minuirsi^ abolirsi , o pervertirsi. Con-verrà forse ammettere queste quattroforme di alterazioni nell’ azione del cuo-re, dei vasi, del polmone, degli organidigerenti, e della nutrizione ? Ecco ciòche noi ci proponiamo di esaminare al-lorquando tratteremo di ognuna di que-ste funzioni, avvertendo qui intanto chelo scompiglio loro costituisce quella le-sione che vien denominata vitale.
Come si appalesino.
§. 7. Tutte queste aberrazioni, orapossono apprendersi e conoscersi da unoo più de’nostri sensi, ed ora divengonopiù o meno recondite: nel qual casonon le si suppongono se non dietro adattento esame, ed alla valutazione fisio-logica di ciò che si ha soli’occhio.
§. 8. Talvolta le aberrazioni ditutti i generi si manifestano isolate, riu-nite, o successive le une alle altre ; vi-cendevolmente si producono, ed osser-vansi ora in un sol punto dell’ organi-smo, ed ora impadronirsi di tutto il fisi-co, senza però farlo giammai primitiva-mente. Talora sono assai miti e duranopoco, nè apportano verun incomodo,dissipandosi senza il soccorso dell’arte,e costituiscono allora le indisposizioni ;tal’altra divengono importantissime, tur-bando gravemente il ritmo ordinario del-la vita, alterando le funzioni organiche, ecagionando morbi difficili a sopportarsi,e che compromettono la esistenza ; nelqual caso (qualunque sia la loro natura,l’andamento, la mutua corrispondenza,la sede, e la causa efficiente) si appella-no malattie : ed in siffatta circostanzacessano dopo certo spazio di tempo sen-za aiuto veruno, o cedono per sempreai mezzi indicati dalla ragionata espe-rienza, e dalla profonda conoscenza fiel-1’ organismo ; o pure sospendonsi, perritornare più tardi, e prolungarsi all’ in-
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finito ; o, per ultimo, convertonsi in al-tre aberrazioni più o meno funeste, edalcuna volta eziandio salutari : le qualiultime si caratterizzano colla parola crisi.
( V. questo vocabolo.) Che se le aber-razioni morbose sono intensissime, inonta delle cure le più regolari, induconodirettamente od indirettamente la morte.
Talvolta sono proficue.
§. g. Ma se le aberrazioni mettonoa pericolo la vita, possono ben anche ser-vire al ristabilimento della sanità ; siaquando sviluppansi per una necessariaconseguenza delle leggi dell’organismo ;sia allorché vengono provocate da medi-co istrutto nello studio chimico, anoto-mico e fisiologico delle malattie ; e sonoallora indicate col titolo di azioni me-dicalrici naturali e di medicature.
Come si sviluppino.
§. io. Potranno forse le aberra-zioni, in generale, essere spontanee, esvilupparsi cioè indipendentemente dacause esterne? A questa domanda, noinon possiamo per certo dare una rispo-sta universale, giacché alcuna fiata ri-sultano sibbene da cause esterne, che èquanto dire, dall’azione de’corpi circo-stanti che agiscono sull’organismo, e ta-le altra sembrano dovute, almeno appa-rentemente, al naturale e non provocatosviluppo del movimento organico ; co-me sono quelle che diconsi aberrazioni ,malattie costituzionali , vizi. Arrivasi, èben vero, talvolta anche in queste, po-nendovi attenzione, a rinvenirvi alcunacausa occasionale, ma è però certo checonverrà altresì riconoscervi una natu-rale od acquisita disposizione dell’orga-nismo; a meno che non vogliansi am-mettere effetti senza causa.
Se le proprietà vitali e le forze dellavita soffrano pure aberrazioni.
§. 11. Dall’esame delle diverse ma-niere di aberrazioni che osservami neisolidi, ne’ liquidi e nelle funzioni, si