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ACCEGGIA. ( Cacciag.)
Uccello noto di becco lungo. V.Beccaccia .
ACCELERATORE.
Muscolo così detto per l’uffizioda lui prestato. ( V . Balbo-cavernoso.)
ACCELLANA. V. Mezzalana.
ACCENDI-FUOCO ( Tecnol .)
ACCENDI-FUOCO. j ( Economìa --— LUME. j domest.)
I diversi mezzi che vengono usi-tati per iscaturir luce, ed accendere ilfuoco riescono certo di molto vantaggioa saperci, ed a noi quivi piace ricor-dare col nostro Giulj , con Le Nor-mando e con qualche altro, anche quelliche non sembrano i più opportuni, dapoi che possono pur tuttavia incontrareil genio di alcuno o essere suscettivi ditali perfezionamenti da riescire supe-riori ad ogni altro : dell’ Acciarino, delBatti-fuoco, e simili, diremo poi meglioa suo luogo.
CAPO PRIMO.
ACCENDl-LUME A GAS IDROGENO .
Lucerna del Volta.
§. i. Sia forse vaghezza di darincominciamento da un ingegnoso ap-parato, o sia piuttosto un lodevole desi-derio d’incominciare da uno che sug-gerito sia da un nostro italiano , certosi è che innanzi tutti divisammo descri-vere VAccendi-lume del sommo Volta.
E questo un vaso di vetro con-tenente il gas idrogeno, il quale nel-l’uscire, ove vogliasi, per un piccolo fo-rellino, chiuso da una chiave che pureapresi o chiudesi a piacere, viene attra-• versato e quindi infiammalo ^da unascintilla elettrica.
A C C
g. a. Ecco la forma che suol dèi - sia questo ingegnosa apparato ( Tavola I,Fi 8- l )-
A B è un matraccio arrovesciato,la cui cima a è forata per lasciarvi en-trar l’aria, ed il di cui collo B è apertoalla parte inferiore, ove discende vi-cino al fondo del vaso D. Il matrac-cio è unito al vaso con una ghiera diottone C C, che lo chiude esatta-mente, ed opponesi all’ingresso dell’a-ria esterna con l’anello di unione b lu-tato ermeticamente alla ghiera. Questapuò svitarsi allorché vogliasi far qual-che cosa nell’ interno del vaso D ; maquando è collocata chiude ogni comu-nicazione coll’aria esterna, la quale nonpuò entrarvi, che per l’orifizio a del ma-traccio e dentro al collo B.
§. 3. Prima di chiuderne la ghiera,si riempie il vaso con acido solforicodiluito, nella proporzione di circa seiparti di acido ed una di acqua. Allaghiera è saldata un’ asta di ottone n mo meglio di piombo (se invece non sifoggia lo zinco a cilindro, come ora piùgeneralmente si usa e lo si infilza en-tro il collo del matraccio sostenendolocon un anello di piombo che si fìssa ap-punto sul collo B ), ed in questa s’in-filza un pezzo di zinco E, forato daparte a parte per lo lungo, e ritenutoda un galletto unito a vite alla cima del-1’ asta stessa. Quando il vaso è chiusodalla ghiera, lo zinco trovasi così so-speso vicino al fondo, ma un poco piùalto dell’ orifizio inferiore B del ma-traccio.
g. 4 . Appena lo zinco è immersonell’acido ne viene intaccato ; l’acqua sidecompone, il suo ossigeno combinasicol metallo e forma dell’ossido, e posciaquest’ ossido stesso combinandosi col-1’ acido forma del zolfato di zinco chesciogliesi nel liquore acido ; l’idrogeno(posto in libertà si svolge facendo mol-