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Tomo primo.
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prepara toLiluito conno saporetsciato pernaie ottu-amente.Prediti?gnoso.

: dell’ aci-ombustio-ae notizie:1 Bonelli,mosciute.Prechtl,:hegge diggio ) , eJ oulf col-si riscal-irroventa-a l’acquael legno,’orte, unacarboni-onsistentessido-car-i gasidro-Igono nel-ed unita-le’ vaporii gas con-erazione ;e nel pal-i un sapo-tlio empi-mpre più, ed un’a-o) impre-che ne hatorta con-legno,sostanze,iluppatasicome talimbinazio-sima tem-: parti iu-

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fegranù semplici. Esse risultano dal-1’ unione del carbonio , dell’ idroge-no e dell’ ossigeno , che costituiscono,con combinazioni differenti, le parti in-tegranti più prossime del corpo vege-tabile.

§.71. Con questo processo è pa-rimente scacciata, per mezzo del calo-re, 1’ acqua contenuta nel legno ; in-nalzandosi la temperatura si unisce unaparte dell’ idrogeno contenuto nel le-gno ad una parte dell’ossigeno, e si for-ma dell’acqua ( secondo Gay-Lussac,l’ossigeno e l’idrogeno si trovano nellegno esattamente nella proporzionenecessaria per formare 1’ acqua ), laquale è poscia decomposta dal carbo-ne, che diventa libero pel calore, e nesono formati il gas acido carbonico edil gas idrogeno, il gas ossido-carbono-so ed il gas idrogeno carburato, men-tre un’ altra porzione dell’ idrogeno edell’ ossigeno si combina con una por-zione del carbonio, e formano in parte1’ olio, ed in parte 1’ acido.

§. 72. Per effettuare queste de-composizioni colla distillazione secca,non è necessario il calore rovente, ben-ché con questo si effettuino esse più pre-sto e più compiutamente. Risulta dal-le esperienze di Rumford, che avvieneanche la carbonizzazione essendo latemperatura sotto il punto dell’ ebolli-zione degli olj grassi (6oo°Fahr),purché questo calore operi per moltotempo (ventiquattro a quarantotto ore)sulle schegge di legno che devono car-bonizzarsi.

§. 73. L’olio che si ottiene conquesta distillazione secca, è empireu-matico o bruciato, cioè ha sofferto già,per mezzo del calore, un principio didecomposizione o carbonizzazione. Siottiene sì fatto olio anche da quellesostanze vegetabili, che non contengo-no punto olio, ed è perciò una nuova

Din. di dgr., Yol. I.

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combinazione la quale ha origine dal-l’unione diversa del carbonio e dell’ i-drogeno contenuto nel legno, e tantopiù questa ha luogo quanto più il le-gno è resinoso, per es., il legno di Pi-no , il quale per mezzo della distillazio-ne somministra pure un olio etereo, eper residuo del catrame, che si può im-piegare in tutte quelle circostanze incui si adopera il catrame ordinario .L’acqua acida che si ottiene colla di-stillazione, è acido legnoso, che si di-stingue dall’ acido acetico solo per lamescolanza dell’ olio empireumatico .Non si può che difficilmente spogliarel’acido legnoso di quest’olio erender-lo simile all’ aceto distillato : e ciò siottiene soltanto col neutralizzarlo collasoda o coll’ alcali, ed indi col separar-ne 1’ acido acetico per mezzo dell’aci-do solforico. Ripetendone più volte ladistillazione si ottiene privo di colore,ma conserva però sempre un poco diodore empireumatico anche quando sidistilli sopra la polvere di carbone. Lamaggior purità di quest’ acido si ot-tiene, secondo la esperienza di Prechtl ,allorché prima si lasci deporre ognifeccia, o si feltri attraverso la polveredi carbone, nel qual modo si separanomeccanicamente le parti di natura delcatrame ; indi vi si deve aggiungere1’ acido solforico concentralo ( t' ó ' o) e poi distillare .

§. 74.ll sig. Bonelli poi, valentis-simo chimico, scriveva al chiarissimoPozzi (Dhion. Cium, v. J, p. 53.), chei prodotti della decomposizione dellelegna, in vasi chiusi, col calorico, sonoacqua, acido acetico, una materia oleo-sa, considerabile quantità di catrame,gas acido carbonico, gas idrogeno car-burato, quantità sensibile di gas ossi-do di carbone, e carbone per residuo.

§. 75. Questi prodotti si possonofacilmente desumere, essendo combi-

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