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Tomo primo.
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logo a quello dell’acido acetico; la suadensità è di 1.1168: non è suscettibiledi cristallizzare anche per un abbassa-mento di temperatura; si riduce in va-pore senza punto alterarsi ; l 1 acqua el’alcoole si uniscono a lui in tutte le pro-porzioni; neutralizza le basi ingeneran-do dei sali solubili e cristallizzabili. Lasua capacità di saturazione per gli ossi-di è meno grande di quella deir acidoacetico , e come quest’ ultimo produceun etere particolare nel suo contattocolFalcoole.

Composizione

dell’acido formico naturale.

§. 4- La sua composizione sortetale da apparire molto differente dallapiù sopra ricordata dell’ acido acetico ;racchiude più di ossigeno e meno dicarbonio di questo, e precisamente, co-me riconobbe Berzelius , risulta 1’ acidoformico di :

Ossigeno 64,67Carbonio 3 2,47Idrogeno 2,86

100.—

Preparazione dell' acido formicoartificiale , e sue proprietà.

§. 5. Il chiarissimo Dóbereiner venne in conoscenza che l 'acidoformi-co poteasi generare artificialmente iden-tico al naturale , e vi discoperse pro-prietà sì rimarchevoli che opiniamonon doversi da noi qui passaresotto si-lenzio. Ilsullodato chimico Olandese av-visò di averlo ottenuto dalla reazione diun miscuglio di acido tartrico,di perossi-do di manganese e di acido solforico con-centrato ; Wóehler trovò che si potevasostituire 1’ amido all’ acido tartrico, e,/ueèigprètendeche altre sostanze orga-niche abbiano a fornirlo sottoposte alnie-desimo trattamento, lo che fu avveratodallo stesso Dóbereiner prodursi dallasalicina , dallo zucchero ; nè inanca di

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generarsi ponendo a contatto l'acido i-dro-clorico concentrato coll’acido idro-cianico. Di tutti questi metodi artificia-li il prescelto da Dóbereiner è il se-guente, appoggiato sopra unaparzialeos-sidazione dello zucchero.

Sciogliesi una parte di questo indue di acqua ; si mischia la soluzionenella caldaia di un lambicco di ramecon tre parti di perossidp di mangane-se polverato; si riscalda a 6o.°, ed agi-tando a poco a poco s’aggiungono treparti di acido solforico diluito previa-mente con altrettanta copia di acqua:tosto versato il primo terzo di questoacido, producesi una viva effervescen-za, la quale rende necessario l’uso di unvase quindici volte più grande del mi-scuglio . Si applica il cappello alla cal-daia , e vi si unisce il refrigerante percondensare i vapori acidi che si solle-vano, e calmatasi l’effervescenza, si ag-giunge il resto dell’acido solforico, e sidistilla quasi a secchezza. Si neutraliz-za il prodotto acido per il sotto-carbo-nato di soda , si evapora la soluzionesalina fino a secchezza , e si distillanosette quarti di questo sale secco ed inpolvere con 1 o parti di acido solforicoconcentrato e 4 parti di acqua ; e seinvece dell 'acido formico si mirasse adottenere l’etere, si userebbe di un mi-scuglio di dieci parti di acido solforicoe sei di alcoole puro. Depurato coi mez-zi noti l’etere formico, e posto in con-tatto dell’acqua, si decompone in acidoformico ed alcoole; il che, oltre alle altreproprietà, serve a realmente distinguer-lo dall 'acido formico.

Dóbereiner ha poi in quest’ ulti-mo, e soprattutto nelle sue combinazio-ni saline alcaline , riconosciuta la pro-prietà di ridurre per via umida gli os-sidi de’ metalli nobili , trasformandosiin acido carbonico , la quale proprietàvale a distinguerlo dall’ acido acetico .