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Tomo primo.
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condensato nei differenti vasi conden-satori, riportandone il prodotto negliultimi di questi vasi, per assoggettarload una seconda distillazione.

§. 98. Il primo vantaggio di que-sto apparato condensatorio consistedunque nel somministrare, con una so-la coltura, tutti i gradi di spiritositàconosciuti in commercio sotto i nomidi "fi T"?-7'5T" 1 ec - M secondo vantaggioconsiste nel riscaldare nel primo bagnodel serpentino una gran massa di vino,capace d’alimentare l’apparalo distilla-torio. 11 terzo vantaggio consiste nelloesigere pochissima acqua pel serviziodell’ apparato, attesoché è di già con-densato l’alcoolc in gran parte nel ser-pentino da vino, per cui poco calorecomunica al serpentino da acqua.

§. 99. L’idea di dare al vino, de-stinato alla distillazione, un primo gra-do di calore, formandone il bagno delserpentino, è un’applicazione felice del-la procedura già da gran tempo prati-cata nelle officine, ove si lavora perRavvicinare col fuoco certe dissoluzio-ni saline al volume d’acqua, che vi sva-pora : si costituisce una quanlilà egualedi dissoluzione, riscaldata iu una cal-daia collocala quasi sempre all’ orlo delcamino del fornello , che mantienela evaporazione, e si viene così a mette-re a profitto tutto quel calore, che an-drebbe perduto pel camino: disposizio-ni tali si osservano specialmente nelleraffinerie del salnitro.

Accagionare si può quest’ appa-rato del difetto d’essere superiore alleforze del piccolo fabbricatore, e di con-tribuire a collocare il monopolio deivini e dell’acquavite nelle mani di unpiccolo numero di ricchi speculatori. Serie può aggiungere anche un altro, ed èche la resistenza opposta dalle quattrocolonne di vino, nei quattro vasi ovali,al passaggio dei vapori, ‘determina una

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pressione tale contro le pareti dellecaldaie, che, senza le avvedute e pru-denti precauzioni necessarie , temerese ne potrebbe una esplosione. I vasicondensatori, finalmente, che immersistanno nell’ acqua soltanto per metà,non rinfrescano abbastanza e 11’esigonouna serie tale che aumentando le spesedello stabilimento non accrescono pun-to la eccellenza dell'apparato.

§. 100. I principali inconvenientidi questo apparato non Sfuggirono aStefano Bérard , nel suo ragguagliopresentato al tribunale civile di lUom-pcllicri , e li riconobbe lo stesso 0 -doardo Adam , mentre ne costrussedegli altri più piccoli, ne’ quali vi sonoduo vasi soli distillatori, compresavi lacaldaia, e due vasi condensatori, l’ulti-mo dei quali offre tre riparti, ove suc-cessivamente vengono a versarsi i va-pori : anche questo piccolo apparato èterminato sempre dai due serpentini.

Apparalo cC Isacco Bérard.

§. 101. Vicino all’apparato impo-nente non meno che ingegnoso d’ O-doardo Adam , un semplice e modestofabbricatore d’acquavite, che nascondesotto l’abito grossolano un fervido genio,Isacco Bérard , ne stabilì un altro cheper la parte condensatoria, la sola dicui egli si sia occupato, sembra certo,diremo con Cliaptal , il nec plus ultradella perfezione.

§. 102. Eccolo. ( V . Tavola V, fig. I.)

a. Caldaia.

b. Cannello pel quale si riempiela caldaia.

1115 Tubo , che riporta nella cal-daia i vapori acquosi , che si condensa-no nel cilindro fili.

cc. Cannello fissato al coperchiodella caldaia, che trasmette i vapori spi-ritosi al tubo d.

d. Tubo, che riceve i vapori spi-ritosi, e li trasmette al tubo DD.