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trovasi a contano coi vapori che ascen-dono dalla caldaia. Il nuovo grado ditemperatura che riceve gli fa abbando-nare i vapori alcoolici che contiene, etrar seco la porzione dei vapori acqueicondensali pel raffreddamento da essoprodotto; e quando la operazione è benregolata, il liquido, che giunge nella cal-daia A.', non contiene più alcoole ; masiccome può avvenire, che ne contenga,in tal caso finisce di spogliarsene nellacaldaia A' od A.
§. 127. Osserviamo che ciò, cheavviene nella colonna B si ripete nel ret-tificatore postosi sopra p, p, e che quan-to più i vapori ascendono, tanto più siimpregnano di alcoole, perchè F abbas-samento di temperatura che provanodetermina la condensazione di parte deivapori acquei, che contengono ; e sic-come i vapori acquei condensandosi ri-scaldano il liquido alcoolicó che incon-trano nella loro ascensione per produr-re la volatilizzazione di quest’ alcoole,ne segue, che i vapori vanno semprespogliandosi della propria acqua, e im-pregnandosi dell’alcoole contenuto nelliquido che incontrano. Giunti i vaporinel condensatore , 1’ acqua e 1’ alcoolenon possono iscambiarsi il calorico co-me facevano nel rettificatore ; ma sic-come per la disposizione delle cose, leprime eliche percorse da questi vaporisono immerse in un liquido più caldodi quello delle ultime eliche, ne risulta,che cammin facendo si vanno sempre ret-tificando, che i vapori giunti al tubo Pnon possono essere che alcoole diflem-mato, e così appunto succede quandotiensi aperti i rubinetti 5 , 6, 7, 8, perdeterminare il ritorno nel rettificatoredei vapori condensati nelle cdiche. Se,anzi che aprire tutti questi robinetti,non aprami che quelli delle prime eli-cile, allora il prodotto ch’è il più acquo-so, ritornerà solo nel rettificatore, men-,
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tre 1’ altro colerà nel refrigerante e siaggiungerà al risultato della condensa-zione dei vapori più alcoolici. Si puòdunque col condensatore ottenere l’al-coole a tutti i gradi con più facilità checoll’ apparato di Jldam , ed esso serveanco in iscambio della lunga serie di va-si di quest’ ultimo apparato di cui ne hatutti i vantaggi senza gl’ inconvenienti.La esperienza dimostrò che,per ottene-re l’acquavite a 33 ° dell’areometro cor-rispondente ad 8 3 ° dell’alcoolometro diGay-LussaC ) occorre chiudere i robi-netti 5 , 6, 7, e lasciare aperto soltantoil numero 8 ; ma si può giungere ad ungrado maggiore diminuendo la tempe-ratura del condensatore, e lasciando a-perti tutti i robinetti. Conviene al prin-cipio della operazione scacciare una cer-ta quantità di vapori, per lavare dili-gentemente tutti i condotti, e non rac-cogliere il prodotto, che quando 1’ ap-parato è ben netto.
§. 128. Due cagioni principalmen-te contribuiscono a comunicare un cat-tivo gusto all’ acquavite. Nella fermen-tazione della maggior parte delle sostan-ze zuccherine si produce un olio essen-ziale di gusto disaggradevole. Formasiuna combinazione di alcoole, di acidoacetico, sempre unito ai liquori vinosi,talora di acido nitroso e di piccola por-zione di quest’ olio. Questo prodottoetereo è volatilissimo ; esso alzasi coiprimi vapori, e perciò va bene rigetta-re questi dal distillato. Un’altra porzio-ne di quest’ olio rimane isolata, ed èmen volatile dell’alcoole, per cui si alzada ultimo ; in conseguenza non giovaraccogliere gli ultimi prodotti della di-stillazione, i quali sono nauseantissimi,c infestano tutte le parti del lambicco,che difficilmente si mondano. Perciò èimpossibile distillare continuamente conquesto apparato, poiché è necessario ri-gettare le prime c le ultime porzioni