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polo dell 1 Europa sa presentare qualchepratica migliore in alcuna delle sue col-tivazioni ; nessuna Agricoltura per lomeno può contrastare ad essa il van-taggio esclusivo di poter abbracciaretutte le coltivazioni, e di poter suppli-re in tutta l 1 estensione allo scopo gene-rale ivi dato a quest’ arte nella suadefinizione.
§. 2i 3. Non altro ci resta adesso,che d’informare i nostri lettori dellecause, che impedirono o favorirono isuoi progressi.
§. a 14.L’Agricoltura francese co-minciò a prendere un certo slancio nelsecolo XVI, ad esempio di tutte le al-tre d’Europa ; e sembra anzi, eh’ essafosse di già nel suo fiore nel secoloXVII, se far si vuole una tale induzio-ne dagli eccellenti precetti e sagge pra-tiche, contenute nell’opera, che Olivierde Serres dedicò nel 16oo al re Enri-co IV . Si legge di fatto nella storia, chegl'inglesi si lagnavano, nel r6ai, dellagran quantità di grani da’Francesi som-ministrali nei propri loro mercati,ad unprezzo sì basso, da non poter essi sop-portarne la concorrenza coi prodottidella loro coltivazione. Questo bassoprezzo era nondimeno il terzo del va-lore del marco d' argento per 240 lib-bre, antico peso di marco.
§. 215. Questo stato di prosperi-tà dell’Agricoltura francese era dovuto :
1 -° ai decreti di Francesco I, Carlo IX ,Enrico III ed Enrico IV , che postifurono in esecuzione, calmate appenale guerre civili; 2. 0 all’alta opinio-ne, che il migliore dei re francesi, edil suo degno ministro Sidly concepitoavevano per 1’ Agricoltura, da essi ri-guardata come le mammelle dello Sta-lo ■ 3.° e soprattutto poi alla libertàdel commercio dei grani, resa sa-cra dal decreto 12 gennaro i5g9, ilquale mantenne ivi le derrate in un
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prezzo sempre vantaggioso al colti-vatore.
g. 2i6. L’Agricoltura conservò isuoi vantaggi fino alla minorità di LuigiXIV , quando ebbe principio il sistemaproibitivo dell’asportazione dei grani, eperfino della loro circolazione da pro-vincia a provincia. Le conseguenze diun tale sistema,sempre funesto all’Agri-collura, riconosciute non furono dal ce-lebre Colbert : il genio di questo mini-stro lo voleva fondatore del commercioe delle manifatture, la cui creazionesembrava promettergli upa gloria piùbrillante, che quella d’essere proclama-to il nuovo sistematore dell’ Agricoltu-ra ; che se sotto Luigi XIV l’Agricol-tura ottenne qualche favorevole editto ;se animati furono a quell’epoca il disso-damento e diseccamento dei terreni ; sequalche raggio in fine del regio favorevi è pur caduto sopra qualche coltiva-tore, si può dire nondimeno, che tuttele grazie in pieno, tutti gl’ incoraggia-menti riservati erano al commercio, allemanifatture ed alle arti.
g. 217. Le guerre oltracciò cheebbe a sostenere Luigi XIV , tolseromolte braccia alla coltivazione. Spessogloriose, qualche volta infelici, svilup-pato avevano queste guerre il caratterebellicoso dei Francesi ; nella capannaperfino del semplice villico l’onore del-l’armi trionfava sul piacere e l’abitudinedei lavori di pace ; 1’ Agricoltura quindifu trascurata, e più frequenti diventa-rono lo carestie.
g. 218. Dopo la serie però di que-ste calamitose circostanze si avvisò Lui-gi XIV , di far risorgere la professionedel coltivatore, nobilitando un genero-so contadino, detto Nàvarre , per averecol più grande disinteresse soccorso Pa-rigi nella fame del 1696.
g. 219. Permessa venne frattantol’esportazione del grano negli anni 1701»