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Tomo terzo.
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spesso quelli che si sbarbicano dalbosco.

§• 12. Ma tutte queste avvertenzenon si praticano in campagna. Semina-to dove dee crescere, la piccola piantaviene sarchiata due o tre volte all’ an-no, e si lascia che si sviluppi liberamen-te nei tre o quattro suoi primi anni :ben supponiamo che sia stato guarenti-to dalla voracità dei bestiami, con unasiepe provvisoria formata dai rami dibiancospino o d’altri alberi.

§. i 3 . Se il terreno è buono, il suopiantone deve acquistare F altezza di trepiedi almeno in capo a cinque anni, efin d’ allora si può cominciare con lafalcetla ad arrestare quelli fra i suoigetti laterali, che troppo si allontananodal tronco, ed anche la cima di que’fusti,che non sono ricchi abbastanza al bas-so; e nel medesimo tempo appuntoconviene intrecciare i rami per occu-parne tulli gli spazi vuoti.

§. 14. Si dovrebbe soprattutto avercura di lasciarlo crescere all’altezza d’al-bero. Sappiamo che i fortissimi geli fa-cendo perire i giovani getti, ed i pre-datori che lo cercano per tagliarlo, sonograndi ostacoli ; ma pur tuttavia ili Ita-lia , dove non si temono i primi, fàciledeve essere difendersi dai secondi.

§. i 5 . Sia però che lo si allevi adalbero, sia che lo si disponga a siepedopo i cinque anni si continua ad usa-le della falcetta fino a che F albero ègrande abbastanza, o finché la siepeacquisti cinque o sei piedi d’ altezza;dispensandosi possibilmente in ognitempo di adoperare la ronca e la cisoia,perchè, quantunque la siepe riesca me-no regolare, pure si conserverà meglio,c si riparerà più facilmente.

§. 16. Quando le circostanze nonpermettono di seminare la siepe sulposto, come si è supposto, e quandonon si abbia d’uopo di ricorrere al lettoDii. cT Agr., Voi. III.

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caldo, allora si scavi un fosso largo unpiede e profondo da sci in otto polli-ci, ed in esso si collochi dai due lati al-terna livamente pieno contro vuoto, indistanza di sei ad otto pollici, dei pian-toni di due o tre anni lutto al più, tol-ti da un vivaio.

§. 17. A trapiantare queste pian-ticelle si scelga F autunno come F epo-ca più vantaggiosa, e si guardi di lasciarloro tutte affatto le radici ed i rami.

§. 18. Questa piantagione sarà

sufficiente, ed ove non lo fòsse si bade-rà di rimettere nell’ anno seguente igermogli che fossero morti : così andrà lasiepe a poco a poco fortificandosi, os-servando del rimanente nel coltivarlaquanto si è detto più sopra.

§. 1 g. Spesso per risparmiarsi F in-comodo di fare dei sementai si passa asradicare alcuni giovani getti nelle fore-ste; ma questi si attaccano difficilmente.

§. 20. Le diverse varietà non sipossono moltiplicare se non per via<F innesto nel mese d’ Agosto e soprala specie indigena , e F esperienza ha pro-vato che F innesto per approssimazio-ne e quello a occlùo riescono moltomeglio per quest’ albero che F innesto aspacco: questo innesto però riesce mol-to meglio sopra gli Agrifògli di due atre anni e nati dalle semenze, che sopraquelli traspianlali dai boschi: sugli in-dividui che hanno più di quattro mulinon conviene praticarlo.

§. 21. Avendo fatto conoscere quantointeressar poteva la coltivaz'ionc dell’ A-grifoglio comune., è d’uopo scendere aiparticolari che interessar possono le al-tre specie.

§. 22. Le specie di aranciera nonsono delicate, e non altro ricercanoche di essere guarentite dai gran freddi.Si moltiplicano coi semi , quando se nepossono aver di buoni, i quali si semi-nano nella maniera indicata per le piaste23