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licano, Roslellaria pes pelicani , Lam.(V. Rostellaria.)
ALABARDATA o ASTATA; Fuliumhastalum. (Boi.)
Si dice così quella foglia triango-lare la cui base prolungasi in due lobio angoli sporgenti in fuora a guisa d’ a-labarda ; del qual carattere offrono unesempio le foglie dell’ arum ilalicum ,dell’ antirihinum claium , del rumexscntatus , della sida crenaliflora. Pernon confondere la foglia alabardatapropriamente delta, con quella che è fattaa saetta, o saeltiforme (sagitlatum) , è benavvertire che laddove nella foglia ala-bardata gli angoli sono sporgenti in fuo-ri, nella foglia saelliforme sono acuti enon isporgenti. (V. Foglia .)
ALABASTRI. (Tecnol.)
Tasi senza manichi destinali a ri-porre gli unguenti odorosi. Era poi tan-to 1’ uso di farli d' alabastro che luttisi chiamavano con tal nome di qualun-que materia essi fossero, se forse anchenon si chiamassero cosi o dal nome del-1’ alabastro che, quando è liscio e puli-to, sdrucciola dalle mani, o dalla formae dalla levigatezza che avevano per cuierano disagevoli a prendersi.
ALABASTRITE. (Min.)ALABASTRITE, ed ALABASTRO.
§. i.Nomi indistintamente applicatialla pietra, colla quale gli antichi face-vano i vasi alabastri così delti, comesopra dicemmo, perchè essendo lisci esenza manichi erano disagevoli a pren-dersi.
§. 2 . Plinio dà inoltre il nome diAlabastro ad una gemma che si traevada Alabastro paese dell’Egitto, e daDamasco , ma pare che questa non dif-ferisca punto dall’ alabastrite di cui sifacevano i vasi unguentari. Alcuni mo-derni chiamano alabastrite 1’ alabastrogessoso , ch.e è la calce solfata compatta.
A L A
Irario, che 1' alabastro gessoso sia 1’ ala-bastrina degli antichi, e 1’ alabastro cal-cano, che è più duro, e capace di unmiglior pulimento, fosse chiamato ala-bastrite. Questa opinione fu pure adot-tala da Rome de .Liste. (V. Alabastro.)ALABASTRO. (Min.-Tccn.-Zool.)
Che cosa sia.
§. Pietra del genere delle con-crezioni, che ha qualche somiglianza colmarmo, e che è tenera abbastanza darestar segnata dal ferro.
E' poi veramente un sale terro-so che ripete i suoi caratteri dalla fi-nezza della sua grana, dalla omogenei-tà, dalla sua pasta, dal bello, liscio, odelicato pulimento di cui è suscettibile,e dalla sua trasparenza.
§. 2 . Havvianche dell’alabastro chenon è se non un complesso di cristallidi spato calcare piramidale, il più dellevolte esaedri.
§. 3. La bianchezza è comunemen-te considerata come uno dei principaliattributi dell’ alabastro , ma veramentenon si ha alcun riguardo a qualunquesuo colore. Talvolta le acque che depo-sitano sono più o meno cariche di mol-lecole ferruginose, e danno quindi nasci-mento a quelle zone ed a quei cerchiche spesso si veggono, e per cui è an-che detto orichino. — Gli antichi poiapprezzavano quello fra gli alabastriche era di un color giallo-miele, e ciòsi osserva nel calcario chiamato orien-tale.
Formazione.
§• 4- Gli alabastri sono tutti for-mati allo stesso modo che le stalattiti,ovvero da successivi depositi terrei edirregolari di molte acque.
§• 5. Ve ne sono in masse gran-dissime; e didatti chiunque sa, dice M in-ìeelmann , come sieno formale nel senodella terra da uno succo pclrificalo, edabbia sentito a parlare dei grandi vasi