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se non nel caso di estrema necessità, csolo dove si tratti di rami che abbiano3 ) 3 o 4 anni al più.
§. 186. Più si sforza un albero adar frutti più si sfinisce , più legno glisi procura o conserva , più si aumentail suo vigore.
Tenendo in conto una siffatta tesi,il coltivatore d’ alberi fruttiferi rego-lerà in modo la potatura da mante-nere un ragionevole equilibrio tra laproduzione dei rami fruttiferi e quelledei rami legnosi. Così eglino durerannosani per lungo tempo ; e se non otterràda loro giammai un prodotto molto ab-bondante, ne otterrà però uno medio-cre ogni anno, e d’ una qualità più sti-mabile che non nel caso di copiosa rac-colta.
§. 187. Le gemme fruttifere se-condo le specie , spuntano o sulla estre-mità , o al luogo dei rami.
Quindi ben si comprende; chele specie, nelle quali le gemme fruttife-re escono fuori dalla estremità de’ rami,non possono sottomettersi ad una po-tatura annuale per dar loro forme sim-metriche, giacché se ne taglierebbero leparti destinate alla fruttificazione. In si-mile caso trovansi il Nespolo , il Casta-gno e qualche altro.
§. 188. Le gemme fruttifere nellespecie che danno de 1 frutti a granellispuntano più comunemente sul vecchiolegno ; e in quelle che producono fruttia nocciolo sul legno di un anno.
Affin che il coltivatore sappia ap-plicare questa importantissima tesi allapotatura, deve rimettersi in memoriaquanto si è detto intorno alle diffe-renze che vi hanno tra le gemme da le-gno e quelle da fiori, tra i rami legno-si, e quelli da frutto, i rimessiticci itralci fruttiferi.
§. 189. Nelle specie che dannofrutti a granelli , questi rimessiticci e
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questi tralci, i quali impiegano tre oquattro anni a formarsi, e sono vera-mente i rami che producono le gemmeda fiori, continuano a dar fruiti per piùanni, e pertanto devono essere rispet-tati, eccetto che bisognasse levarli atte-so la cattiva loro situazione. Abbiamotuttavia nel pero e nel pomo frequentieccezioni alla tesi sopra esposta : impe-rocché in siffatte specie sviluppansi nondi rado sul legno dell' anno o del pre-cedente, de’ rimessiticci e de’ tralci cheproducono tosto bottoni da frutti. Quin-di ne segue, che in riguardo a siffattaspecie non conviene la potatura all* epo-ca ordinaria, e giova invece aspettaresino a tanto che la vegetazione sia ab-bastanza avanzata, onde non si cono-scano tali preziosi germogli, e non ven-gano tolti. Air atto poi della spampana-tone si comincierà a levare quel legno,su cui i fiori o i frutti avranno aborti-to, ed alle potature successive verràrimediato alle deformità.
§. 190. Abbiamo detto, che neglialberi da frutto a nocciolo le gemmefruttifere spuntano sul legno dell 1 anno.Questo avviene costantemente in riguar-do al persico ; ma i ciriegi ed altre spe-cie presentano spesso delle eccezioni, epertanto indicheremo come si applichila tesi della potatura del primo, noncurandoci punto di qualsivoglia altraspecie della medesima famiglia. Nel pescodistinguonsi bene i rami fruttiferi daquelli da legno. I primi corrispondonoai rimessiticci degli alberi da frutto agranelli, ma ne sono differenti in ciò cheportano frutti un 1 unica volta, e se con-servansi, danno soltanto altri meschinirami da frutto. Hanno di rado una lun-ghezza minore di 1 5 — 20 cenlim., e dil-ficilmente giungono a quella di 8 decim.,sono grossi al pari d 1 una penna da scri-vere, rossastri dalla parte del sole, ver-di da quella riguardante la muraglia.