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vuol trarne legname. Questa operazioneva falla rasente il terreno. Piò spesso siscapezzano i giovani alberi per farnecapitozze, e coltivarli a mezzo tronco ,ovvero ad alberi nani , a ceppate, ec.,ovvero per dar loro diversa forma, odanche per restituire forza ad un alberodebole, o vecchio, ma prezioso per qual-che sua qualità.
Della mozzatura.
§. 226. Colla mozzatura si tolgo-no le estremità dei rami avanti chegiungano all’ ultimo loro sviluppo. Que-sta si eseguisce nel tempo delle due su-gosità, e la si pratica per divergere ilsiigo che si porta troppo abbondevol-mente verso l’estremità.
Della rimondatura.
§. 227. In primavera a conserva-re la sanità degli alberi , ed a renderlipiù produttivi, ad accrescerne il vigore,c in pari tempo a ridurli più aggrade-voli all’ occhio, si tagliano tutte le bran-che o rami ammalali ed il legno mortorasente la branca o il tronco d’ onde de-riva la parie da recidere, e quest* ope-razione dicesi rimondatura.
Dello sfociamento e diramazionedei frutti.
§. 228. Un albero privato che ven-ga delle sue foglie, soffre più o meno,ed anche corre grave pericolo di mori-re, come vediamo degli alberi sfogliatidagli insetti. Perciò ove sia mestieri,nelle potature d 1 estate e nelle spam-panazioni , sfogliare un albero , perchèle sue frutta vengano così esposte allalibera azione del sole, e acquistano mag-giore fragranza e colorito, non si leve-rà che quella ragionevole porzione difoglie che non arrocchi molto pregiu-dizio alla pianta, ne sia messa a perico-lo la vita. Sarà permesso togliere le fo-glie dai rami inutili, e da quelli desti-nati nel- venturo anno al taglio, ma si
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badi ad usare somma cautela è spoglia-re i rami fuori di questi casi.
Della inclinazione ed incurvatura.
§. 229. Il sugo degli alberi tendea salire più verticalmente che possa, eperciò quando si vogliano rami da le-gno è forza raddrizzarli, e quando dafrutto curvarli. Alcuni scrittori voglio-no che in simile caso si tagli lungo perobbligare i succhioni e i rami da legnotroppo vigorosi a produrre dei ramifruttiferi, ma dice benissimo il prof.Moretti , supposto pure che la cosa rie-sca bene, non seguirà però che in talemaniera facciasi deviare da que’ succhio-ni una parte di sugo, la quale vada aprofitto de’ rami che ne abbisognano.Il succhione , o ramo vigoroso ritto,sebbene tagliato lungo, riceverà ancorain sè la stessa quantità di sugo, che at-tirava prima, e egli si consumerà delpari, e se non nell’ ulteriore prolunga-mento del ramo reciso, nello sviluppodei germogli che esciranno da’ suoi lati.Miglior partito è quello di scemarne ilvigore con inclinarlo più o meno, ov-vero coll’incurvarlo ad arco. Pel contra-rio si accresce il vigore dei rami deboliraddrizzandoli.
§. 2 3 o. Innumerevoli sono gli av-vantaggi di questa pratica, ed il princi-pale si è quello di ottenere sopra la lun-ghezza di una branca principale, un ra-mo vigoroso che costituisca nella pota-tura successiva o più tardi la cima de-bole della branca stessa.
Delle incisioni trasversali.
§. 2 3 1. Delle incisioni anulari siè già detto quando si parlò degli inne-sti : diremo ora delle longitudinali ap-plicale alla potatura. Consistono questein fendere la scorza del tronco d’ unalbero dall’ origine dei rami fino ap-presso le radici, collo scopo di far pre-sto produrre frutti ad un albero giovane,