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numerosissime specie che sono sparseper tutto il globo terrestre, ma è certodoversi tenere discorso su quella chevive fra noi, benché veramente originariade’ climi più caldi, e che superbamentepompeggia per una ricchezza e per unavivacità dei colori che si osservano neisoli paesi ove il sole diffonde i raggi diuna luce più pura.
Sinonimia .
Volgarmente UccelS. Maria; Piom-bino ; Storno marino ec.— Alcedo Ispi-da , L., Buff. tav. col. 77.
Caratteri specifici.
Specie della grossezza di un’allodo-la e di sei o sette pollici di lunghezza ;becco nero, bocca nella parte interna diun giallo zafferano. Una fascia rossa bion-da si distende dalle narici fino agliocchi, e va discendendo da questi sul-le gote , prolungandosi posteriormen-te , e divenendo bianca alla sua e-stremità ; la testa , i lati del collo etettrici dell’ali di un verde cupo conmacchie più chiare ; corpo nella partesuperiore e coda di un bel celeste acquamarina che, secondo le posizioni, mostradei riflessi cangianti ; penne dell’ ala edella coda di sopra colorate in celeste piùcupo; gola di un bianco lionato; petto ,ventre , e il di sotto della coda rosso-biondo ; piedi rossi, e unghie nere.
Dimora.
L’ uccel S. Maria trovasi in To-scana, non emigra fuori del tempo de-gli amori, vive solitario, e se allora acca-de che in più d’uno si trovino sulle me-desime acque s 1 inseguono e si battono.
Costumi.
Non vi è forse uccello che abbiamaggior prontezza nei moti e maggiorrapidità dell’Uccel S. Maria, e benché les ue ali sieno piccolissime proporziona-tamente al corpo, i muscoli che le muo-vono esser debbono di una forza estro-
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ma. Appolajato sui bassi rami,o in man-canza di essi su qualche eminenza, don-de possa insidiare ipesci, muta frequen-temente stazione, e siccome è di naturamolto salvatica, stacca il volo da lungi,e striscia lungo i ruscelli radendone lasuperficie, e facendo intendere un acu-to grido. Quando dal ramo scorge unpiccolo pesce si getta di sopra coll’im-peto di una palla di piombo tratta dalproprio peso, e se è posato sopra unasemplice altura si alza istantaneamentepiù piedi al di sopra del punto nel qua-le è comparso il pesce, e precipitandosiperpendicolarmente sopra di esso, loghermisce tra le sue forti mandibule, e
10 trasporta a terra ove lo lacera a col-pi di becco.
La frequente reiterazione di taleesercizio dà motivo a credere che l’UccelS. Maria prenda anco degl’ insetti inmancanza di pesci, il che non sempregli riesce. Gli inverni rigidi sono ordi-nariamente funesti a tali uccelli, giacchénei tempi di gran gelo cercar non pos-sono il loro cibo se non per mezzo deifori che si scoprono sul ghiaccio.
Fino alla metà di Marzo osservasi
11 maschio inseguire la femmina facendointendere un canto particolare, e que-sta depone nel Maggio cinque o sei uo-va bianchissime, ovali, sulle ripe ombreg-giate dei ruscelli e dei fiumi ; raramen-te depositano le uova in pianura, e nonè ancora a nostra notizia se faccian piùcovate durante l’anno.
E' riuscito alimentare per moltimesi degli uccelli di S. Maria apprestan-do loro per cibo quotidiano dei piccolipesci freschi, e benché sia molto facileil prenderli coi panioni e cogli archetti,èperò così difficile il farli vivere in istatodi schiavitù, da dover deporre il pen-siero di spopolarne le rive delle qualiformano uno degli ornamenti più belli.La loro carne ha un odore di falso nm-