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Tomo terzo.
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neo , la q»al cosa dee dirsi del motodi altre specie di alghe di cui tuttora siva disputando, se debban considerarsivegetabili od animali. Un tal ramo discienza, 1’ areologia delle alghe, meritatuttavia d’ esser bene studiata dal chi-mico e dal fisiologo.

§. 22 . Limitatissimo è il numero dellealghe fossili fino ad ora scoperte od al-meno che furono suscettibili d’ essersufficientemente determinate, ascendcn-,do egli appena ad una quarantina , dicui oltre la metà sono fioridee ed ulva-cee. Pochissime fucoidee contansi finoad ora ; fra le confervoidee se ne citaappena qualcuna ; par che non siaseneancora scoperte delle appartenenti allealtre classi. Gli autori che più giovaconsultare per le alghe fossili , sonotirongniart , Schlotheim , Agardh , ec.

§. 23. Dopo tali considerazionigenerali sulle alghe e sopra le più essen-ziali particolarità loro, giova ora esporbrevemente il modo di distribuzione(piale ce lo additò il chiariss. Agardhche dee riguardarsi il primo e quegliche più esattamente e filosoficamente lomettesse a regolare sistema, meglio ap-profittando di tutti i lavori de 1 suoi be-nemeriti contemporanei. V. Algologu.

§. 2/j. La divisione di questo ce-lebre autore è basata intieramente sullastruttura, sulla sostanza, sul frutto ediversità dei colori.

Abbenchè, avuto riguardo alla strut-tura apparente, sembrasse convenire lagenerale divisione delle alghe fatta dalLynghyyìaX Gaillou ec. in Alghe continueed articolate,tuttavia VAgardh s’astennedal farne uso per ora, giacche separa-vansi con essa non pochi generi moltoaliini. Preferendo il colore alla strutturavide riuscir minori le separazioni di na-turali affinità, sicché (piasi ad analogiadel vario sviluppo nelle [limite fanero-game pareva a lui potersi dividere l’ul-

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ghe tutte, in jaline, verdi, purpuree edolivacee, raffrontando la radice alle pri-me, alle seconde l’erba, i fiori alle ter-ze, alle quarte il frutto.

Ma una tal comparazione di tuttala classe collo sviluppo organico dellespecie più perfette, non può riguardar-si sino ad ora che come uno sforzo difilosofico ingegno, e lo stesso autore nevide le molte lacune e le imponenti dif-ficoltà, l’ostitare di generi altrimenti co-lorati, le specie di color diverso in essiracchiuse, se calcolar anche non vo-gliansi le differenze che in una stessaspecie si osservano ne’ vari stadii delviver suo.

In conseguenza di ciò, benchéil celebre Agardh dasse a tale sua ideamaggiore sviluppo ( v. Agardh, Spe -cies Algarum , V. 2 , P. ì ), ciò nulla-meno seguita egli tuttora, finché i pro-gressi della scienza additar possanostrade migliori, a divider le alghe, comefece nel suo Systema algarum , in seiordini, a’quali ci parve propria raggiun-ta di un settimo per riporre le Coralli-ne e Nullipore degli autori che ripetu-te osservazioni ci fecero considerar co-me vere alghe (ì).

§.25. Dopo aver definita la classe,dicendo esser le Alghe piante acquati-che, aeotiledoni ed agame, gelatinose ,membranacee, coriacee (od infarcite disostanza calcarea ), filamentose , lami-nari, ovvero fogliacee , di color verde,purpuree od olivacee ; articolate o con-tinue ; portanti gli Sporidii , o frutti rin-chiusi in un pericarpio ovvero sparsinella lor superficie, si dividono nel mo-do seguente :

(i) Ciò fu in una memoria Iella all’Ac-cademia delle Scienze di Padova il giorno27 aprile i83o, c inviata per estratto allaSocietà medica Naturalistica tenutasi in lìrcs-lavia il settembre » 833. ( V■ Bericht yonOtto und IVvndt, 1 ' Isis, iSd.'j, eie.)