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delle valli e dei fossati, dove 1’ acquarimari più tranquilla ; quelle dei fondisassosi con quelle dei sabbiosi; questui-lime con quelle dei fangosi.
§. 3. Specialmente quando era inCliioggia il nostro soggiorno avevamoscelti vari punti della laguna o dellevalli, dove a tutto agio potevamo farele nostre osservazioni, e fino da, quelmomento meditavamo 1’ istituzione diun algario dove poter in via di recinticoltivare, come avviene nei giardini Bo-tanici , un numero determinato di specie.Col progredire delle nostre indagini an-dava in noi crescendo la persuasioneche 1’ unico mezzo per avanzar util-mente 1’ algologia sarebbe quello dell’istituir degli algari o conserve subacqued’ alghe marine.
g. 4. Gran numero di annotazionistavam facendo relativamente al migliormodo di realizzare il nostro disegno .Avevamo osservato ripetutamente, chemoltissime Alghe hanno il potere diconservar latente la loro vitalità,benchédiseccate da qualche anno, e di rivivere di nuovo poste nell’acqua a segno diaccrescere e propagarsi ; che alcuneesotiche specie propagatisi egualmentenel nostro mare, poste in circostanzeanaloghe a quelle dove crebbero sulluogo nativo ; che la nostra laguna, eienostre valli specialmente possonsi ri-guardare come altrettanti Algari incolti,dove ciò nullameno 1 ajgologo appas-sionato può studiare a tutto agio edaccompagnare in tutti i stadi di vitaqualche centinaio di specia spontanea-mente crescenti, e regolarmente propa-gantesi in determinati luoghi e stagioniec.; che finalmente tutto concorre amostrare che in limitato spazio posson-sene racchiudere e coltivare un nume-ro ben maggiore qualora si sappianosuperare con pazienza ed ingegno quel-le difficoltà che pur sembrano grandi aDii. <f Agr-, Voi. IH.
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coloro che avvezzi non sono a leggerenel gran libro della natura. Per questasola ragione ebbe un certo tale, non peròAlgologo, a bandirci recentemente la cro-ce addosso, dichiarando la nostra pro-posizione come ridicola, impossibile esovraumana (1); ciò che però non feceroi dotti germanici a cui avemmo 1’ onoredi comunicare il nostro disegno e le no-stre osservazioni fino dal i833 nell’As-semblea medica naturale tenutasi nellacittà di Breslavia il settembre di quel-1’ anno.
§. 5. Un non molto esteso trattodi lagune posto in non gran distanzadal mare, circondato da argini, e dichiaviche convenienti fornito , in cuisiensi fatti tali scompartì nelle posizio-ni più propizie, da avervi acqua corren-te e stagnante più o meno, bassi fondie profondità, siti fangosi, o sabbia, conghiaia e gruppi calcarei sottomarini ,luoghi soleggiati od ombrosi ec., convasche di pietra e minori scompartì esuddivisioni in cui riporre, a secondadel caso, le varie specie <1’ Alghe mari-ne, e fatte in modo da potervi girareintorno a piedi od in barchetta ondestudiarle comodamente, e tenerle mon-|de dalle altre specie da cui, a guisa del-d’eibe che infestano i fiori del giardino,verrebbero con maggior facilità circon-date, sarebbe quello che noi diremmoAlgario.
Modi, genio e pazienza, scelta dilocalità, buon cominciamento ed espe-rienza futura, possono solo far giungereallo scopo colla desiderata perlezione.
§. 6. Noi, benché mancanti di ta-luno dei suddetti requisiti, speriamociò nulla meno di poter mostrare colfat-to quanto per 1’ accennato stabilimento
(1) V. Gazzella Eclettica, n. 3, i835.Brevi cenni tera/jeut.sulle Alghe àei sigg.M. A. C.
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