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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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AGI

rallenta sempre più, e cessa interamente,quando le foglie hanno condensato pres-so a poco il loro proprio volume di gasossigeno. Nè si creda già che l’inspira-zione notturna delle foglie sia la conseguenza di un’ azione meccanica, parago-nabile, per esempio, a quella esercitatadai corpi porosi sopra il gas : la provan’ è che se le si mettono’ nell 1 acido car-bonico, nell’ azoto o nell 1 idrogeno, i me-desimi effetti più non si manifestano. Icqueste condizioni, la diminuzione del vo-lume dell 1 atmosfera, che circonda la pian-ta, non è più percettibile. La causa prin-cipale dell 1 inspirazione del gas ossigenoper parte delle foglie è adunque eviden-temente un 1 azione chimica.

A fronte dei fatti che si sqno esposti,egli è assai verisìraile . che, durante l 1 in-spirazione notturna, l 1 acido carbonico siformi a spese del carbonio delle foglie, eche questo acido sia ritenuto interamente0 >n parte, secondo che il parenchimastesso è più o meno provveduto d’acqua.Quando una pianta resta permanente inluogo oscuro o all 1 aria libera, essa per-de contin uamente carbonio : l 1 ossigenoesercita un 1 azione, che non termina senon con la morte della pianta : resultatocontrario in apparenza a quello che av-viene i n un ’ atmosfera limitata. Egli è chenll aria libera le parti verdi non possonomai saturarsi interamente d 1 acido carbo-n*o, perchè segue uno scambio continuogas con la massa d 1 aria ambiente edincessantemente rinnovata. La è, per cosìdire, una combustione lenta del carboniodella pianta, sottratta all 1 influenza ripa-ratrice della luce.

L 1 ossigeno dell 1 aria agisce egual-mente, benché con minore energia, sopragli organi delle piante che non sono do-tate del color verde.

Le radici confitte nel suolo, sonoegualmente sottoposte all 1 azione di que-sto gas. Si sa inoltre che per operare esse

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esigono che la terra sia tenera e permea-bile, come indicano abbastanza le aratureripetute, e i diversi lavori che si fannonella terra per favorire l 1 accesso dell 1 a-ria. Le radici che penetrano ad una gran-de profondità, come quelle di certi alberi,mostrano la medesima esigenza, e l 1 acquaproveniente dall’ esterno, inzuppando ilterreno, porta loro l’ossigeno di cui essehanno bisogno per isvilupparsi. Già dalungo tempo Hales fece vedere che l 1 a-cqua, la quale occupa gl 1 interstizi! dellaterra \ egetabile, contiene ancora una gran-de proporzione d’ossigeno. Le radici sonod’altra parte tanto più forti, quaDto piùesse si trovano vicine alla superficie. Sottoi tropici si osservano in un gran numerod 1 alberi, radici striscianti al suolo, che arrivano sovente ad una grossezza poco di-versa da quella del tronco ( 1 ).

Se si mette sotto una campana pie-na di gas ossigeno una radice distaccatadal suo gambo, il volume del gas dimi-nuisce, e si forma del gas acido carboni-co, di cui una parte sola si mescola algas del recipiente, essendo ritenuto l 1 a-cido dall’ umidità della radice. Il volumedel gas ritenuto è sempre inferiore aquello della radice, qualunque sia la du-rata dell’ esperienza. In questa circostan-za, all’ onjbra, ovvero alla luce, le radici

(1) Di questa varietà annunziata dalchiarissimo aulire, e della sua importanza,restino penetrati tutti i pratici agricoltori,all’occasione che scavano le buche per pian-tarvi gli alberi. Quanto più vasta e pro-fonda sarà questa, tanto maggior copia diacqua sarà rinchiusa fra gl’interstizii dellaterra sommossa, e di là maggior nutrimentoalle radici, per coi ne avverrà uno svi-luppo più rapido del vegetabile. Ecco spie-gato come i gelsi piantati a fossi prospe-rano più rapidamente, fn confronto di quellipiantati a buca, ed ecco ancora spiegatoperchè nn suolo leggero e permeabile siapiù fertile di un fitto e compatto; e ciòpèrchè nel primo viene facilitato l’accessodell’aria dalla natura del suolo, e nel se-condo è reso difficile.