Band 
Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
Seite
55
JPEG-Download
 

A CI

1 fatti agricoli meglio accertati s’ac-cordano dunque a far credere che, du-rante la coltura, 1’ azoto si trovi nel nu-mero degli elementi fissati nelle piante.Nondimeno, siccome questa fissazionedell’ azoto non era stata comprovata dalleindagini dei fisiologi, si doveva conside-rare tale questione come ancora indeci-sa. E nella speranza appunto di risolverladefinitivamente,io intrapresile esperienze

delle quali andrò esponendo i principaliresultati (i).

Io dovetti seguire necessariamen-te un metodo affatto differente da tuttiquelli, che furono praticati prima di me •,poiché non aveva alcuna probabilità dipoter giungere a risultamenti più decisividi quelli che già si possedevano se avessibattuto la medesima strada. Io adoperaianalisi onde essere in caso di parago-nare la composizione delle sementi aquella dei raccolti, ottenuti a sole spesedell’ aria e dell’ acqua. Solo con tal mo-do d’esperimento, io giudico che questoproblema sia suscettivo di soluzione, sen-

^ pero lusingarmi di averlo pienamenterisolto. La

questione è per altra partedelle più dilicate e richiede indulgenza.

Io mi scelsi un terreno compostod argilla cotta, ovvero di sabbia silicifera,prima tutte due arroventate, onde pri-^ ar le di ogni traccia di materia organica,“questo suolo, innaffiato con acqua di-b lata, si mettevano le sementi, il cui pe-S0 era già conosciuto. Con una serie diprove preliminari si determinava 1 umi-dita perduta dai semi di una medesimaspecie, origi ne e raccolta, seccati nelPrincipio col ramo della stufa, e posciacol mezzo del bagno ad olio a rio". Ivasi di porcellana, entro ai quali si ritro-vava la sabbia in cui furono deposte le

l 1 ) ■®°“ ss *ngauZr (Ann. de Chini, etde Phys. T LV11, pag. 5, a.* sèrie,annee io3o ).

A C I 55

sementi, erano messi in una stanza copertae rinchiusa da vetri e situata all’ estremi-tà d 1 un gran giardino. Durante tutto iltempo della coltivazione, le finestre resta-rono ermeticamente chiuse ; ma la loroaltezza e la loro esposizione permetteva-no che il sole potesse rischiarare 1’ am-biente durante il giorno. Per levare dallaterra i prodotti, si seccavano i vasi adun dolce calore. Le radici delle pianteuscivano facilmente, e per liberarle affat-to dalla sabbia aderente, esse si agitavanonell’ acqua distillata, senza mai soffogar-le, nella tema di perdere una parte deiloro succhi : e piuttosto che esporsi aquesto, si preferiva di lasciar loro ade-rente la sabbia. La pianta raccolta eraprima seccata alla stufa, fino a tanto chefosse possibile ridurla in.polvere; la com-piuta essiccazione poi si compiva col mez-zo del bagno ad olio ne! vuoto.

Determinando col mezzo della com-bustione la quantità ed il peso delle ce-neri, si conosceva quella del raccoltoprivato d’ ogni materia salina e terrosa.

L’analisi elementare faceva cono-scere in seguito la composizione del rac-colto, e per valutare la proporzione e lanatura degl’ elementi, durante la vegeta-zione, eh’ erano stati assimilati, bastavasoltanto paragonarla alla composizionedelle sementi.

Pbima esperienza

Coltivazione del trifoglio rosso ,durante tre mesi.

Nei primi giorni di agosto si piantòuna certa quantità di semi, che, seccatie privati di sostanze saline e terrose,avrebbe pesato i6 r -, 586. Il raccolto pre-sentò una assai bella apparenza ; il trifo-glio era arrivato all’ altezza di 8 a g cen-lim. Le foglie più grandi aveano una su-perfìcie da poter essere comprese in un