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bone polverizzato, p. 29, §.82
e seg.
Depurazione delle acque col limbicco.
L’arte di depurare le acque potabilifece rapidi e importanti progressi dopola scoperta di Lovvilz al principio delsecolo presente. Ora è univeisalmenteconosciuto che l’ acqua, feltrando attra-verso la polvere di carbone, oltre allospogliarsi di tutte le sostanze che vi sonosospese e alterano la sua trasparenza, sidepura e si libera, anche in istato di cor-ruzione, da qualunque cattivo gusto epessimo odore. In una memoria presen-tata da Lovvilz alla Società economica diPietroburgo , pubblicata nel 18. 0 volumedegli Annali di Chimica , 1’ autore fececonoscere tutti i pregi di tale scoperta.
I Francesi ne colsero subito il frut-to, e nel 1800 Smith , Cachet e Montfortpresero un brevetto d’invenzione per ilimbicchi da feltrare, o fontane depuratri-ci. I loro metodi non essendo general-mente conosciuti, ed essendo passato iltempo del brevetto , crediamo utile par-larne estesamente per la grande utilità ele importanti applicazioni che se ne pos-sono fare.
Gli apparati possono essere di le-gno, di pietra, di terra cotta ; la loro for-ma esterna è cilindrica o conica, a basequadrangolare o circolare : si può ado-perare semplicemente un caratello ; bastaporlo sopra un treppiede di legno adun’ altezza da poterci spilar 1’ acqua.All’ altezza di quattro a cinque pollicidal fondo vi è una prima separazionedi terra cotta o di metallo, cribrata dipiccoli pertugi come uno schiumatoio, elutata intorno le pareti del vase. Al fon-do v’è un robinetto per ritrarne l’acqueche feltra. L’ aria entra ed esce, quandosi carica e scarica il feltro di acqua, perun piccolo cannello del diametro di al-dine linee, posto internamente e comu-
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nicante per l’estremità inferiore coll’ariaambiente.
Sopra la prima separazione mettesiuna flanella, poi uno strato di sabbiasilicea, o gres pesto, di circa due polli-ci. A tal modo formasi un grosso letto,di circa un piede, stratificando la pol-vere di carbone alternativamente, e lasabbia, ambidue ben lavati. Si comprimefortemente la massa, affinchè 1’ acqua ri-manga molto a contatto col carbone ; simette ancora sabbia e carbone, e copre-si il tutto con un piatto o bacino informa di fontana, forato nel mezzo dialcuni buchi d’ un pollice.
In ciascuno dei buchi mettesi unfungo di lena, vuoto internamente, fo-rato a cribro, colla testa coperta d’unaspugna. L’ acqua, passando per le spu-gne, abbandona le impurità che vi fos-sero sospese. Si lavano le spugne ditratto in tratto.
Un piccolo tubo di piombo, simileall’ altro di cui si fece menzione supe-riormente, è posto nel centro, e serve adare uscita all’ aria contenuta nelle ma-terie feltranti, a misura che 1’ acqua lepenetra.
Queste disposizioni si possono mo-dificare in diversi modi per adattarle adusi differenti. Facendo una separazioneinterna verticale, si obbliga talvolta l’a-cqua, dopo che si è feltrata d’ alto inbasso, feltrarsi ancora di basso in alto,e la si spilla per un robinetto posto allametà della fontana.
Limbicco domestico. Tav. XXIX,Sappi, fig. 9 . Veduta d’ una fontana digres, posta sopra un treppiede, col coper-chio e i due tubi aerei, di cui vedonsi leestremità in A ; essi prolungansi interna-mente, l’uno fino al di sopra del piatto B,e altro fino nella capacità inferiore G.
B. Piatto metallico lutato contro lepareli del limbicco, con un solo fungonel centro unitamente alla spugna.