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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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lesione della funzione, prodotta da certistati morbosi della retina, del nervo ottico,o della porzione di cervello destinala apercepire le impressioni esercitate sullaprima di tali parti dalla luce, e trasmessaquindi dal secondo al centro sensitivo. Mar alterazione delle funzioni degli organidei sensi è così importante e considerevole,da poterlasi, senza tema di rimprovero,porre sulla stessa riga di valutazione dellealtre morbosità affettanti quest’ organo.

L’invasione dell’ amaurosi è talvol-ta brusca e subitanea, in altri casi si com-pie in pochi giorni ; ma più spesso nonsi stabilisce che a gradi insensibili; scemapoco a poco la vista, nè la si perde se nondopo molte settimane, parecchi mesi, e,in certe circostanze, anche passati alcunianni.

E 1’ amaurosi spessissimo precedu-ta da tutti li sintomi provenienti dall’ e-strema sensibilità della retina, dall’ eme-ralopia, dalla veduta di varie macchie, dicui in altro luogo parleremo, da forti do-lori di testa Con vertigini, da tinnito d’ o-recchie, da vampe di calore alla faccia, ge-nerale intormentimento e sonnolenza ; liquali segni precursori, prolungansi spes-so fino a che 1’ amaurosi si completa.

Attacca questa malattia per lo piùentrambi gli occhi; ma talvolta non neaffetta che un solo; può essere parziale,può cioè il malato vedere per anco lametà d’ogni oggetto da lui guardato,mentre 1’ altra metà gli sembra copertada nube o da velo grigio o nero; o purenon ne scorge la parte centrale, mentrevede per anco i suoi contorni; altre vol-te, all’ opposto, non ne percepisce che ilcentro; così, ad esempio, nel leggere nonvede la lettera verso la quale dirige la suavista, o pure scorge soltanto quella, o perultimo distingue unicamente quelle chela precedono, o che la seguitano.

L’ amaurotico, che ritrovasi in al-cuno de’ casi per noi descritti, vede tal-

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volta, secondo Demours , le linee rette,più o meno obblique, più o meno ondu-lanti; il quale ultimo sintomo pare a co'desto autore doversi attribuire ad un’ al'terazione della forma del cristallino, adelle lievi distrazioni della retina, o fi'nalmente, ad alcun iscompiglio nella cir-colazione del globo oculare : ipotesi chesono tutte ugualmente prive d’ ogni foD'damento.

Talvolta una piccolissima parte del-P organo immediato della visione è pefanco sano, in guisa da permettere al ma-lato di guidarsi da sè, col dare all’ occhianon interamente affetto, una siffatta dire-zione da mettere la porzione intatta del-l’organo in rapporto cogli oggetti circo-stanti. Richter cita un caso singolare disimil genere. Sembra che nelle amaurosiparziali, od anche in ogni altra specie, siaper 1’ ordinario di preferenza ammorbatoil centro dell’ organo, anziché ogni altropunto di sua estensione.

Veggono spesso i malati per amau- \rosi, una o più mosche , o tacche nere?grigie, verdi, rosse, gialle, bianche, vio-lette, fisse e non mobili , che volteggianocome le fantasme : queste macchie sonorotonde, od ovali, in forma di fascie, li-nee, rami, serpenti, stelle, cerchi, reti, ve-li, nebbia e polve, come gli atomi nei sii*degli appartamenti illuminati dal sole-Qualunque sia però la loro forma, il lo-ro numero e colore, se il cristallino edogni altra parte visibile dell’ occhio sonointatte, queste macchie saranno fisse ; edove non sieno stazionarie, converrà con-siderarle come sintomi d’ amaurosi par'ziale o incipiente, od anche segni precur-sori della perdita della vista ; giacché que-ste diverse tacche precedono frequente-mente l’invasione dell’ amaurosi totale»sembrando anzi formarne il primo periodo-Qualora non sia la vista subito estin-ta, può scemare gradatamente, senza es-sere preceduta od accompagnata che da'