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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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gano può simpaticamente contrarsi per laesposizione dell' altro a forte luce; equindi, allorquando fessi uno simile ri-cerca, conviene aprire successivamente 1due occhi. Qualora 1’ amaurosi sia incom-pleta, può l’iride conservare la sua mo-bilità ed apertura, del pari che il propiodiametro abituale, di bel mezzogiorno;nel qual caso la pupilla si dilata, e l’iridedivieti immobile, qualora il tempo siaoscuro, o verso il declinare del giorno.

Diventa la pupilla frequentementeirregolare nell’amaurosi ; ma siccome os-servasi lo stesso fenomeno in parecchiealtre malattie dell’ occhio, così non de-vesi annetterai molta importanza. Essen-do in generale la pupilla assai larga, e l’i-ride immobile nell’ amaurosi compiuta,potrebbesi confonderla colla midriasi, senon ci rammemorassimo che questa è co-stituita dalla dilatazione della pupilla perla sola paralisi dell’ iride.

Qualora sia affetto d’ amaurosi unsolo occhio, o pure allorquando entram-bi lo sono, ma però inegualmente, acca-de di spesso una varietà di strabismo ; sel’amaurosi è compiuto, oltre che 1’ infer-mo non dirige uno de’ suoi occhi versol’oggetto che gli si presenta, questi nonsono nemmeno nello stesso tempo rivol-tati verso la direzione d’ un solo corpo ;ma P infermo guarda sempre losco, per-chè non ci vede, o perchè alcun musco-lo dell’ occhio partecipa dello stato delglobo; nè temiamo poi dire, in onta del-1’ autorità di Richter , che questo indizionon è certo del pari che i precedenti,poiché noi vedemmo lo strabismo in uomoche aveva un’ ambliopia più lieve in unocchio di quello che nell’ altro, il qualeper conseguenza poteva simulare 1’ amau-rosi in guisa da ingannare lo stesso Ri-chter.

Nello insistere alla lunga sopra que-sti ultimi sintomi dell’ amaurosi, non cre-demmo giù di fer ritenere per difficilissi-

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ma la diagnosi di siffatto morbo, poichéesso non puossi confondere se non colglaucoma, che pare esserne 1’ ultimo gra-do; ma fu nostro proponimento di som-ministrar mezzi al medico, per discernerela vera amaurosi dalla simulata. Ora, datutto ciò che dicemmo, risulta essere ilcangiamento di colore del fondo dell’ oc-chio, qualora esista, P unico segno atto afarci presumere, se non P amaurosi com-piuta, per lo meno una notabile diminu-zione della vista; lo che basta a poteristabilire nel maggior numero dè’ casi incui si è consultati da qualsivoglia autori-tà ; ed è tanto meno da prestarsi fede al-fe dilatazione della pupilla, ed alla immo-bilità dell’iride, in quanto che in moltecittà della Francia si pervenne ad ingan-nare li Consigli di Revisione, producen-do artificialmente questi due sintomi col-P instillare tra le palpebre deli’ estrattoacquoso di belladonna.

Non sono poi di niun soccorso ilbattito delle palpebre od ammiccamento,nè gli altri sintomi indicati dal Morgagni-,posciachè un uomo , fornito di fermavolontà, può imperturbabilmente soffrirel approssimazione della più viva luce sen-za batter palpebra, quand’ anche fingasidi volergli agguantar P occhio, o cacciar-vi entro alcun corpo estraneo. D’altron-de P amaurosi incompiuta non preservadall’ammiccamento in forte luce; che seè compiuta, allora il tatto perfezionatodalla necessità in cui trovasi il cieco disupplire con un senso all’ altro perduto,baslerebbegli forse per fargli distinguereP avvicinamento di corpo estraneo. Qua-lora la simulazione dell’ amaurosi nonfosse un penosissimo e pericoloso lavoro,nè vi fossero mille altri mezzi, estranei al-la nostra professione, per ismascherareP impostura di coloro che ricorrono a co-desta furberia, sarebbe, nel maggior nu-mero de’ casi, cosa malagevolissima il pro-nunciare esalta sentenza.