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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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1’ uso dei mezzi alti a dissipare 1’ eccita-mento, od il languore del sistema nervo-so ottico.

Devesi l’amaurosi stenica combatte-re : i.° col regime: cioè col moderalo usod’ alimenti e di bevande che nudriscanopoco, nè irritino, ed in alcune circostan-ze poi anche colla dieta assoluta; 2 .° colsalasso dal piede o dalla jugulare, se esi-sta pletora generale, o se la locale sia in-tensa ; 3. con le deplezioni sanguignelocali, cioè 1’ arteriotomia, 1’ applicazionedi sanguisughe, delle ventose specialmen-te alle tempia, alla fronte , alla nuca edietro le orecchie, e con i piediluvii cal-dissimi e sinapismati, se, non siavi plè-tora locale, o se dessa è poco forte ; 4-°colla sottrazione totale o parziale dellaluce, mediante gli occhiali verdi, i vetriconcavi che scemino la convergenza deiraggi lucidi, e col soggiorno in istanzapoco ed uniformemente illuminala; 5.° colriposo, e col privare il malato di qualsisiaoccupazione atta ad eccitare la retina, ecoll’ allontanare qualunque causa valevo-le a stimolare il cervello, e determinarvidell’ afflusso. Rare volte si osò, in questaspecie d’ amaurosi, adoprare i narcoticiapplicati sull’ occhio, perchè forse si te-mette troppo la stenia che potrebbe suc-cederne, e d’ altronde siffatto mezzo intali casi vuol essere maneggiato da genteabilissima.

Richiede opposti rimedii 1 amau-rosi atonica, e sono: i.° l’uso di cibi sti-molanti, carichi di particelle nutritive; 2 .la proscrizione di ogni perdita di sangue;3.° 1’ eccitamento della congiuntiva concollirii eccitanti, con vapori alcoolicì, col-l’aceto, coll etere, coll’ammoniaca, colbalsamo del Fioravanti, coll’acido solfo-roso, col fumo ili tabacco, coll’ eletti i-cità , col galvanismo ; quello della pellecoi rubefacienli, coi vescicanti passeggierie ripetuti, o permanenti, colla mocsa, ocon un selone alle tempia, all’ apofisi ma-

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sloidea, od alla nuca; della membrananasali, mediante gli sternulalorii ; dellevie digerenti, coi tonici, cogli stimolanti}coi vomitivi, coi purganti; 4-°l’ eserciziomoderato; 5.° 1’esposizione ad un’ariaviva, ad una luce sfolgorante. E però datemersi l’azione d’ogni attivissimo irri-tante locale, per ciò che può, coll’ esau-rire l’irritabilità, agevolare i progressidell’ atonia. Finalmente è d’ avventuraredi coprire, ogni giorno per un quartod’ ora, per una od anche molte ore, roc-chio o gli occhi del malato, onde render-li più suscettibili di adempiere le propriefunzioni ; è però da usarsi molta riserba-tezza nell’ adoprare siffatto mezzo, con-ciossiachè può egli estenuare la sensibili-tà dell’ organo, col sottoporlo tratto trat-to ad una impressione non proporzionataalla propria debolezza.

Operano pur troppo frequentemen-te in simil guisa la viva luce emanata dacerte candele di cui usano alcune perso-ne allorquando sentono declinare la pro-pria vista, non che le pretese conserveda esse in tali casi adoprate. E per certoevvi della temerità nel suggerire di fis-sare il sole, come propone Richter , aindividuo malato per amaurosi, a menoeh egli non sia affatto privo di vista ; ed’altronde codesto mezzo, deipari chequalunque altro diretto contro l’amau-rosi atonica , non produce sventurata-mente, per F ordinario, che nn passeg-gierò miglioramento, susseguito da piùgrave atonia.

Tutti gl’ indicali mezzi ebbero ariescil e, secondo che furono più o menoconvenevolmente usali, nè devesi spre-giarne ninno; posciachè allorquando adot-tossi invano 1’ una o 1’ altra serie, puoss'scegliere in quella nella quale non si ®per anco assaggiato alcun rimedio, nuOpiù per medicare razionalmente, ma p« rprodurre qualche perturbazione, per se-guire la medicina empirica ^ che 0° n