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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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Inoltre è inutile il dire che se si po-tessero risparmiare 47 centesimi sul co-sto della giornata di lavoro del cavallo,cibandolo con carote, patate od altro sen-za scemargli vigore, il cavallo sarebbe al-lora a prezzo uguale del bue e rimarreb-be a suo vantaggio la celerità dell’ esecu-zione. Questi risultamenti cangiano an-cora maggiormente, se invece di far la-vorare costantemente il paio di buoi, sene impiegasse uno o due di ricambio algiorno, nel qual caso il vantaggio sareb-be tosto pel cavallo. Accaderebbe lostesso se i buoi fossero piccoli, male av-vezzati, indocili, d’un passo assai lento omalamente guidati.

Prima di abbandonare questo im-portante argomento faremo osservare chevi sono alcune circostanze, le quali ne-cessariamente influiscono sulla scelta chedeve fare 1’ agricoltore fra queste duespecie di animali da tiro, e che possonodeterminarlo almeno ad adoperare in par-te buoi ed in parte cavalli. Perciò neipoderi dove raccolgonsi molte erbe gros-solane, vi è un vantaggio a farle consu-mare dai buoi ; in quelli all’ opposto ovei foraggi sono aciduli, giova meglio man-tenere i cavalli, che mangiano volentieriquesta specie di fieni dai buoi rifiuta-ta. Un agricoltore che allevi razze dicavalli, adoprerà questi ancor giovani convantaggio a certi lavori di poca fatica.Quégli che abita in luoghi ove si fac-cia grande smercio di animali da macel-lo, farà meglio servirsi dei buoi, massi-sime se i cavalli costino molto o siano dicattiva razza. Finalmente, conviene puranche tener conto delle spese che occor-rono pel villico che guida i buoi od i ca-valli, le quali possono essere maggioripegli uni che pegli altri, o perchè il sala-rio in un caso sia maggiore, o perchè neoccorra un maggior numero ; così puòaccadere che 4 pai 0 di cavalli, ciascuno•ondolto da un uomo, costino meno di

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cinque paia di buoi, che occorrono p effare lo stesso lavoro condotti da cinqu®uomini.

Si addimandò spesso se convenisseadoperare la vacca nei lavori rurali, et 0che fra noi comunemente si pratica. Mol"ti agricoltori ne reputano il lavoro me"no costoso. Il loro passo è più rapidodi quello del bue e mollo avvicinasi aqueilo del cavallo; la loro forza mediaè dei due terzi di quella d’ un bue del'la medesima razza ; si possono far lavo-rare anche per 3 a 4 mesi della gesta-zione. Il loro latte scema circa un quartodi quantità, ma riesce migliore se si hala cura di dar loro una razione maggio-re. Le vacche però devono essere dibella razza per non doverne moltiplica-re di troppo il numero, e quindi anchequello dei boari ; inoltre spesso riesconoindocili, e difficilmente si avvezzano. Al-cuni agricoltori inglesi preferiscono all 0vacche comuni ed anche ai buoi la free-martin , specie di vacca sterile che nascegemella cui vitelli maschi, oppure scelgo-no le vacche castrate. Le prime sono ro-buste ed attive,"e quando siano ben nutri-te fanno quasi lo stesso lavoro dei cavalli-

animali morti.

Tutte le arti che adoprano sostane 0animali, dice Payen (Nouv. Dlct. univ-techn.^eic.)^ proveggono a caro prezzo*e ciò certamente non proviene dalla scar-sezza di esse, quanto dal poco conto eh 0si fa d’ una gran parte di esse, le quali 0vanno del tutto perdute divenendo pf e 'da dei vermi e putrefacendosi, con dan-no anche talora della salute altrui, o s 0f 'vono al piò d’ingrasso alle terre, n<’0producendo però che effetti limitatissi 011per la maniera irregolare onde si odop e 'rano a tal fine. Così va perduta lagior parte di tali sostanze nelle camp 0 'gne e nelle città i cui abitanti sono P 0 ,co industriosi. La ripugnanza deipel maneggiare i cadaveri, ed il timore 00