282 A R A
maggior risparmio possibile di forza mo-trice.
A vero dire però, onde questa suaprerogativa sia pienamente giustificata, ènecessario che si confrontino alla super-ficie elicoide le altre superficie plettoidi,sotto il rapporto del terzo titolo di spesadi forza motrice da noi segnalato a p. 27 5 ,e che anche da questo lato dessa si rico-nosca degna di preferenza. Dicemmo alluogo ora citato che una porzione dellaforza motrice s 1 impiega nel distaccare diun certo angolo gli uni dagli altri i ret-tangoli costituenti la fetta di terra, comeè giuoco forza che avvenga, dovendosiquei rettangoli distribuire sopra una qua-lunque superficie plettoide. Aggiungeròdo anche che un tale effetto può litenersi come utile, poiché induce nella fetta della terra un certo grado di disgregamento che indubitabilmente è vantaggio-so. Ed a questo proposito notiamo quiche nel lavoro del coltro sono cause didisgregamento della terra le fenditure na-turali della sua massa , 1’ esistenza dicorpi estranei, e tutte quelle circostanzeper cui l’omogeneità e la continuità dellafetta vengono meno. Questa sorta di dis-gregamento, che pure è quello che hamaggiore importanza nella pratica, è cosìprivo di leggi e di regolarità che non puòsottomettersi a calcolo nè a ragionamen-to ; perlochè, rapporto ad esso, io nonsaprei istituire nessun confronto fra le di-verse foggiature dell’ orecchio. Quindi milimiterò a considerare quel disgregamento,che direbbesi meglio torsione o storci-mento , che là fetta di terra deve necessa-riamente subire nello scorrere sopra qual-sivoglia superficie plettoide ; e del qualeho fatto parola in addietro, assegnandonela ragione geometrica inerente alla naturadi quelle superficie. Richiamando allamente le cose dette in allora, si vedrà chela forza motrice che in questo storcimen-
A R A
porziouale all’ angolo di cui due refi 811 ,goli contigui della fetta, vengono spo sl ‘' 111’ uno rapporto all’ altro ; avvertendo c ' ,<!il coefficiente costante che esprime ( l l|listo rapporto della forza all’ effetto da e s5ilprodotto, deve esser diverso certamei' 16per le diverse terre, e non determinali®per altra via che per quella dell’ esp erienza.
Confrontiamo adesso la superfi cieelicoide ed una qualunque superficie pl e1 'toide che abbiano la stessa lunghezza, 85 |sia che coincidano insieme all’ origine elal punto di trapasso. Due geueratrici s 1 ' 6 ’cessive della prima in qualunque p° slzione si prendano, saranno 1 ’ una rapP° rto all’ altra iudinate di un angolo seuap’ 6uguale ; non così per la seconda, ni' 1quale due generatrici successive farano 8fra di loro un angolo diverso secondo | 6posizione in cui si presceglierà di con 5 'derarle. Ed è evidente che questa l 0 ' 6inclinazione respettiva dovrà necessari'merite essere in qualche plinto maggiore ^quella sempre costante di due generai' 1ci successive dell’ elicoide, quando, cotà 6abbiamo supposto, le due superficie ch e slconfrontano abbiano la stessa lunghe** 6 'Dal che resulta che i rettangoli in cui c»
la mente abbiamo sempre supposta s udivisa la fetta di terra, nel distribuirsi
i-
quelle due superficie, e nello scorrere 58pra di esse saranno dalla seconda spost 811 ’1’ uno rapporto all’ altro, di un ang 0 * 6più grande, e quindi dovrà essersi c o11sumata una maggior quantità di
ni
to della terra si consuma, deve esser prò-importante riflessione. Abbiamo.già
motrice. La superficie elicoide adun<JJ_n confronto di qualunque altra sup tìleie plettoide che abbia la stessa lunghiza, induce nella fetta di terra il mini 1 ”.^grado di torsione, necessita perciò u0 . D jj
nor consumo di forza motrice, e fi 1 ' 1 * 1 ,,1 /> a 6
anche sotto questo rapporto essa *•
preferire. ^
vuoisi però dar lungo
Oc