A R R
•ale operazione sono più sane e più nu-tritive di quello che quando sono bollite.
Arrovesciate (foglie) (Boi.). Vo-lume V, p- 3 g 8Arsenico. (Chim.). ” ivi
Che cosa sia ; storia ; stato na-.turale, pag. 38 g.
Venne suggerito per calcinare ilfrumento, e liberarlo dalla carie. Quando'! dottor Serres parlò sull’ argomento(Gat. medicale , 22 avril «843)5 An-douard , dietro il Programma dell’ Acca-demia di Brusselles, ha indirizzato all’Ac-cademia di medicina di Parigi un suolavoro, dal quale risultava che 1’ acidoarsenìoso si riscontrava nella paglia e nelgrano provenienti da semenze preparatecon questo acido : ma i resultati delle
ART 56 1
di è mirabile la economia della natura !perchè o il veleno penetra nei vegetabilidestinati in cibo all’ uomo, e il vegetabiletosto muore e rimane sottratto agli uma-ni alimenti ; oppure non vi penetra, e ilvegetabile matura a nostro profitto; ondeda questo lato neppure la nequizia umanapotrebbe giungere alla distruzione deijsuoi simili con uno dei più potenti velenil’arsenico: ciopullameno, come dicemmo,è meglio proscriverlo del tutto.
Sull’ avvelenamento dell’ arsenico,il sig. Cormenie stese ultimamente unaMemoria che interessa ad un tempo Jascienza, la giurisprudenza, il commercioe l’industria ( Journ. de pharm ., eie.,jnil. 1842, p. 61. )
» • ili d f l'.Jooov.-
esperienze della Commissione dell’ Acca-demia
Arsenico, A. bianco, veti. Àcido ar-senioso.
demia ~"'7“ uulumiSN,nj ' i — - Arseniti. (Chim.). Yol. Y, p. 390
Quell rì* 0l y SI ' Scordavano punto con Arsiccio (legno). (Bob).
1 ^ n douard) non avendone tro- Arsura. (Pat. veg).
_non avendone• ato neppur tuj atomo j risultati che sìtrovano concordi eoo quelli ottenuti inaltre circostanze da Orfda, R,gnauli ,Ghevalier ed altri. Tuttavia fu deciso che®°n essendo necessario 1’ arsenico peiuttenere sul grano 1’ effetto desiderato(della calcinatura ), bastando altri ingre-dìenti meno nocivi ed anche innocuisarebbe quell’ uso da proscriversi anchem '«la d’ altri accidenti funesti che po-trebbero nascere dal ritenersi e maueg-8 la ‘si una sostanza tanto micidiale.
E vero che giusta esperienze mol-f'pUcate da Jaeger,Segttin, Marcel, Ma-c “"^e, falle in grande su centiuaja e vni-6 lla ja di piante v egetanti in piena terra,
* ls ulta e],,. [ e ra dici di quei vegetabili onon assorbivano quelle sostanze velenose^deleU:n e in quantità apprezzabile ; o sejf a ^orbi vano, morivano ( Bulletins de■dcadémie R. des Sciences de Bruxel-**’ *&4 «, T. vili, I." et 2. de partie,E a ? 3 , 289. Instilut. n.° 42 i ) ; e quiaA>il. iT A gru:., 2 5*
»
- (Pat. veg.)
-, ved. Arrabbiaticcio.
Artedia a squamme. (Giard.).
Che cosa sia; cultura, pag. 391.Artemisia. (Boi.). »
Che cosa sia, p. 791.
-abrotano. »
abrotan uni, nome lat. dell’Ar-
„ ivi» 391
ivi
IVI
392
temisi» canforata F~. questo voc— a foglie di tanaceto
-arborea.
-assenzio romano.
-austriaca.
-azzurrognola.
— aggomitolata.
[-campestre.
— canforata.
— caernlescens, nome latino deH’Artemisia azzurrognola. V.questo vocabolo,
-chinese.
—— contra, nome latino dell’Ar-temisia di Persia. V. questo voc.
46
» 3 9 4
‘ 392>/ iviv iviv 3g3ìt ivi» Sga
» 395
v ivi
ivi