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s’interpretasse de’Greci, di noi e più antichi, c più in-telligenti del vero significato di certe parole, si procac-cerebbe 1 attenzione dei dotti, ove un pregio maggiorenoi raccomandasse ad essi bastevolmente, cioè l'esserestato tutto scritto dalla penna di Teodoro Gaza , che aisuoi tempi insigne per l’eloquenza e per la filosofia,fu uno di que’Greci i quali la seconda volta recaronoin Italia la luce della sapienza.
Questa parafrasi perpetua ed interlineare, vergata incaratteri minori e rossi, è insieme coll Iliade e colla Ba-tracomiomachia , che scritte sono in caratteri maggio-ri e neri, contenuta entro un codici membranaceo-, csembra certamente anteriore al secolo XV, perciocchéda varie lacune che vi s’incontrano, rettamente sideduce che Teodoro copiasse un originale talvoltaguasto dall’età o da altri accidenti, e che per certariverenza, si rattenesse dal farvi alcuno, quantunqueminimo risarcimento. Nè solo egli usò questa diligen-za, ma le iniziali d’ogni rapsodia abbellì con minioed oro, e di vaghe pitture ornò il margine del vo-lume, ad oggetto di renderlo vie piu accetto a Fran-cesco Filelfo , al quale lo destinò, come apparisce eda alcune grethe inscrizioni quivi apposte, che man-dano i saluti di Melesigene a Filelfo , e lui diconopossessore del libro , e dal seguente distico greco e la-tino che si legge alfultima faccia
Eloquio pollens Gazes et amore Philelpho
Hunc mihi Francisci Theodorus scripsit Homerum.
Ora quanto il Filelfo gelosamente custodisse cotestopegno della benevolenza del Gaza , cel fa egli stessoconoscere in due epistole latine, da Milano indirittenell'anno 1 44G al cardinale Bessarione , altro grecofamoso che gli avea il codice antedetto richiesto perprezzo.