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Volume primo.
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LETTERA

Ma lasciamo per amore di tutti i Santi, lasciamda parte i dogmi del vostro Galateo, e seguitiamoil Barone d’Armfeldt che tirato da buoni cavallitrotta verso la Velina. S’egli fu'gge , direte voi,che colpa n’ ho_ io ? Nessuna , signor Generale ,nessunissima. La colpa è tutta di miledi Munckche lo trafuga ( vedete ardimento ! ) senza vostrasaputa. E volete voi sapere come andò la fac-cenda ? Ascoltatela, chè qui risalta molto l’innocenza vostra.

Partita miledi Munck dalla Mamspery, pressola quale ho narrato che aveva posto in sicuro ilsuo tremante Barone , si portò la medesima nuo-vamente alla Segreteria di Palazzo, e vi si trat-tenne fino all’ Ave-Maria, cioè fino al momentodell’ udienza del Barone di Palmquist, dui-ante laquale l’officiosa ed instancabile miledi tornò allacasa della Mamspery , ed ivi in fretta e in furiafatto entrare il Barone d’ Armfeldt col MaggioreBranstrom in una carrozza, ed essa con un al-tro nella propria, s’incamminarono tutti volandoverso le Case Nuove. Ivi stavasi pronta e felinaad aspettarli una vettura coi cavalli voltati versoNapoli . In questa si cacciò subito lo sbigottitoBarone e il Maggiore Branstrom, ed il cocchieredi miledi Munck, ajutando il vetturino a legareuna valigia, intese da esso che andavano alla Ve-lina. Lo che fu confermato la mattina del giornoseguente da tutta la gente di servigio della lo-canda dell’ Albergo reale, ove dal cav. Munck