PROLUSIONE
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altri più inverecondi uieghino adatto d’ aver at-tinto, ed altri imitando l’animale dai lunghiorecchi tirino, secondo il proverbio, villanamenteil calcio alla secchia, ciò pure con sommo ram-marico della costumata filosofia è verissimo. Equeste male creanze chi potrebbe tutte discorrer-le? Si è veduto un rabbioso e lungo conllitto trail Tedesco e l’Inglese per disputarsi l’invenzionedel calcolo infinitesimale, e fra il romor dellearmi e le grida de’ combattenti niuno ha maiprofferito il nome del Cavalieri fondatore di(pici calcolo clamoroso. Si sottomettono alla lo-gica dell’ analisi le probabilità della sorte neglieventi fortuiti: l’Ugenio in Olanda si pone allatesta del calcolo, ne scrive il Bernoulli , ne scriveil Moivre, ne scrive il D’Alembert e in ultimolo sfortunato Condorcet, tutti citano l’Olandese ,e niuno il povero Galileo che mezzo secolo avantiin una sua lettera sul giuoco dei dadi aveva giàistituita questa analitica applicazione, la più am-mirabile forse di quante ne sieno mai state idea-te. Nell’ Enciclopedia, in quel grande depositodell’umano sapere, articolo Idrostatica (segnalodella cifra di D’Alembert ), si ricordano colladebita lode gl’ illustratori di questa scienza, etacesi all’atto il nome più benemerito, quello delbresciano Castelli, che alle dottrine idrostaticheapplicò il primo le geometriche, e di scienza in-certa che era, e quasi contadinesca, facendolascienza certissima c nobilissima meritò il titolo