PIUHX'SIONE
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Guglielmo predicava un giorno a’suoi Velsci (0:Ne mordez jamais le sein de vos nourrices , n in-tuite?, jamais ù vos mailres , sojez modestcs dansvos triomphes, — dans vos livres témoignez quel-qucfois un pcu de reconnaissance pour vos voisins.La pace del cielo e la benedizione de’ buoniriposino sul tuo cenere, o candido e graziosozelatore della verità, Antonio Vadé fratei di Gu-glielmo. Tu hai predicata a’ tuoi Velsci gratitu-dine e riverenza verso i loro maestri, ma tu baigridalo al deserto. I tuoi Velsci scrivono e stam-pano tuttogiorno che i maestri son essi, c noii discepoli. Niuno di loro ha creduto alla tuaingenua c santa predicazione, ma tutti all 1 isto-rico dell’Accademia Reale delle Scienze , il (pialedal bel principio pronuncia, che le scienze fisichee matematiche, colpa del governo ecclesiastico odella troppa nostra delicatezza, ne regnent guèredans ce pajs-là cioè nel paese di Galileo. E
(i) Miscellanee di Voltaire , Discours aux Velches.
(i) Nell’ avviso al lettore , t. i , si dice , clic laStoria dell’Accademia è stata in parte estratta daquella di Duliaruel ; quel medesimo Duhamel chediede per suo il Seminatore del P. Lana , e ne ri-scosse gli applausi senza rendere veruna giustizia alsuo vero inventore. O di esso o di altri che sia l’o-racolo clic andiamo a citare , fatto sta che 1’ autorescrive cosi: Peut-elre ces assemblées de Paris (quellecioè del P. Mersenne , nella cui cella adunavansi ilGasseudi, il Cartesio , l’Obbes, il Itoberval, i due